Dispersi nelle nebbie

di Vittorio Righini, 30 luglio 2026

Avevo in mente questa breve epistola (si lo so grazie, sono umilissimo) già da tempo. Da quando sul sito dei Viandanti questi ultimi hanno cominciato a sparire nelle nebbie dell’attualità, della cronaca, del quotidiano pessimismo e, specie in zona Lerma, del mugugno (che si addice a quella ridente località limitrofa ai confini liguri).

Ammetto, sono il modesto allievo che si ribella al maestro, tipo Bruto, tu quoque, o “ti ho portato io sul sito e ora mi tratti così”, “avevo fiducia in te …”. E so che tanto si farà due risate e passerà oltre, ma io insisto.

Ultimamente sul sito appaiono articoli di attualità (mirabile l’ultimo del compianto Beppe Rinaldi, un vero e proprio saggio che dovrebbero far leggere alle superiori per sgombrare alcune menti devitalizzate da un distorto pensiero politico), ma ottima anche l’idea di segnalare un film come Le Città di pianura, un film “dolce e profondo” (copio, incollo e condivido) o raccontare come fare le Sgorbie.

Poi ci sono i mugugni del Prof, che non trova più scritto “Dio ti vede” e simili sui cessi pubblici (ma chi ci va nei cessi pubblici? E ci sono ancora? Io non ricordo di esserci stato, ho sempre preferito spendere una moneta per un caffè e approfittare dei servizi di un bar, per quanto scalcinati possano essere: ma è vero, io sono un po’ signorino, lo ammetto).

Insomma, nessuno scrive più di letteratura di viaggio. Dopo gli ultimi bellissimi articoli del Prof non è più uscito nulla.

Abbiamo finito il repertorio? gli esploratori, i viaggiatori, i camminatori, gli scalatori, i naviganti sono esauriti? io ogni tanto qualcosa mi invento, ma i miei scritti sono poveri, esigui, e certi autori a cui ho accennato, faccio un solo esempio Norman Douglas, meriterebbero un’eco maggiore, e delle riflessioni più profonde di quelle che posso avere io.

Per Douglas qualcuno potrebbe dire che non è uno scrittore di viaggi, ma la Calabria, il golfo di Napoli, Capri e Ischia, e parte della Puglia nessuno li ha descritti come lui, e ai primi del ‘900 secondo me quello era un viaggio paragonabile alle esplorazioni delle più remote regioni del mondo.

In fondo il sito è nato sull’idea della letteratura di viaggio, le scoperte dei continenti, le imprese in montagna, le traversate oceaniche, e tutto quel genere di argomenti che, in fondo, ci portano un po’ di svago e ci distraggono da questa attualità che è effettivamente inguardabile.

Ecco allora che invece di ariette, sguardi storti, quaderni, quisquilie&pinzillacchere, farei due semplici categorie: Viaggio; Attualità.

Così da ospitare sempre lavori come quelli di Paolo, Fabrizio, Rinaldi, Castellaro, Barbato e tutti gli altri che hanno voglia di scrivere dell’oggi o di ieri, del presente, del passato e del futuro, di piccoli o grandi ricordi, di emozioni, esperienze e vita vissuta, e di chi porta invece contributi alla letteratura di viaggio riscoprendo un vecchio autore, un giramondo dimenticato, un Darwin con le scarpe rotte.

E che il Prof torni al suo compito originario: farci scoprire nuovi autori. Nel mentre, mi siedo sotto al portico e aspetto si alzi la nebbia per veder finalmente ricomparire viandanti, viaturi e viandati.

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