L’ultima edicola – Vittorio Righini
Sconfinamenti – Paolo Repetto
In pausa – Fabrizio Rinaldi
Parasite di Bong Joon-ho – Giuseppe Rinaldi
Buoni motivi per non essere ottimisti – Paolo Repetto
Camuserìe (seconda parte) – Paolo Repetto
Dispersi nelle nebbie – Vittorio Righini
Fra le nuvole di John Ruskin – Fabrizio Rinaldi
Israele e il suo peggior nemico – Giuseppe Rinaldi
Arrivederci, Beppe – Paolo Repetto
Ariette 35.0: Notte a vent’anni – Maurizio Castellaro
Qualcosa su Loren Eiseley – Fabio Barbato
Maturità – Leonardo Repetto
Camuserìe (prima parte) – Paolo Repetto
Umano, troppo umano – Giuseppe Rinaldi
Hanno sfrattato Dio – Paolo Repetto
Battalòn San Patricio – Vittorio Righini
Ariette 34.0: Camera ardente – Maurizio Castellaro
Sgorbie – Fabrizio Rinaldi
Sulle tracce di Norman Douglas – Vittorio Righini
Vamos a comer, compaňeros – Paolo Repetto
Sono arrivato a un bivio, ma ho sbagliato strada – Vittorio Righini
Due mondi – Paolo Repetto
Elogio del “gnacapiogg” – Nicola Parodi da un colloquio con Paolo Repetto
Ariette 33.0: Pit stop da Don Luigi – Maurizio Castellaro
Non sono un robot (?) – Paolo Repetto
I replicanti sognano unicorni? – Giuseppe Rinaldi
L’ultima edicola
e la crisi del libro usato in South Korea

di Vittorio Righini, 24 ottobre 2026
Nella fiera del mugugno (peraltro interrotta da Paolo con il bel racconto su Piaggia (L’ombra più sottile), grande italiano, viaggiatore onesto e coraggioso) mi inserisco anch’io, perché oggi sono passato davanti alla principale edicola della mia città (Acqui Terme), e l’ho trovata chiusa, con cartello “vendesi”. Allora sono andato all’edicola vicino alle Poste: chiusa anche quella. Non parliamo di quella di via Alessandria, dopo la stazione, ormai chiusa da un pezzo e quasi abbandonata …
Sconfinamenti

di Paolo Repetto, 23 ottobre 2026
Anni fa ero solito integrare con periodiche rivisitazioni il primo testo comparso su questo sito, l’Elisa nella stanza delle meraviglie. A volte in maniera sistematica (Ritorno alla stanza delle meraviglie), più spesso attraverso accumulazioni occasionali (Un’estate da cinque lune, Altri luoghi, altri mostri, Courrier des livres, etc…). L’intento era di aggiornare tanto lo stato della mia biblioteca reale quanto i percorsi di quella ideale, segnalando opere recentemente acquisite o anche semplicemente ritrovate che ritenevo potessero considerarsi di interesse per i Viandanti …
In pausa

di Fabrizio Rinaldi, 30 settembre 2026
Quando si trovano tra persone con le quali sono in confidenza le mie figlie praticano una particolare forma di tortura: durante la conversazione aumentano esponenzialmente il ritmo delle parole pronunciate (spesso senza un vero significato), poi si accavallano l’una sull’altra fino al litigare sulla precedenza nell’esporre un concetto che, a loro avviso, non poteva aspettare. Che si tratti dell’ultima interrogazione o del mascara comprato il giorno prima, la rilevanza dell’argomento non ha alcuna relazione con l’urgenza …
Parasite di Bong Joon-ho

di Giuseppe Rinaldi, ripubblicato[1] il 14 settembre 2026
Quanto mai estraneo e, allo stesso tempo, assai familiare appare allo spettatore il film Parasite di Bong Joon-ho, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2019. Familiare, perché il regista usa con maestria svariati generi universalmente noti del linguaggio cinematografico. Estraneo, poiché i temi e lo stile con cui sono trattati sono indubbiamente assai ancorati a certe specificità dell’attuale società coreana e della sua cultura. Si tratta dunque di un film effettivamente sincretico, nel senso che fonde continuamente …
Buoni motivi per non essere ottimisti

di Paolo Repetto, 20 agosto 2026
Il titolo l’ho parzialmente rubato a George Steiner, e non è nemmeno la prima volta. L’esergo invece è a firma di Guia Soncini, implacabile bocca della verità che accompagna ormai quotidianamente il mio primo caffè e la prima sigaretta. I contenuti vorrebbero essere un tentativo di risposta ai sacrosanti rilievi mossi al sito da uno dei suoi più assidui e appassionati collaboratori. Tempo addietro Vittorio Righini mi aveva scritto …
Camuserìe (seconda parte)

di Paolo Repetto, 2 agosto 2026
Per Camus compito dell’intellettuale o dello scrittore è sostenere la lotta per la verità. Nei Carnets scrive: “Nessuna sofferenza ha potuto, né potrà mai, indurmi ad affermare il falso”. Ma il suo impegno, prima che come intellettuale, è come cittadino. Il che significa che in lui prevale la postura critica su quella ideologica: e l’attitudine critica rimanda al buon senso e all’onestà. In effetti non ha una verità oggettiva da affermare e da dimostrare, e non nasconde le proprie perplessità e le proprie esitazioni …
Dispersi nelle nebbie

di Vittorio Righini, 30 luglio 2026
Avevo in mente questa breve epistola (si lo so grazie, sono umilissimo) già da tempo. Da quando sul sito dei Viandanti questi ultimi hanno cominciato a sparire nelle nebbie dell’attualità, della cronaca, del quotidiano pessimismo e, specie in zona Lerma, del mugugno (che si addice a quella ridente località limitrofa ai confini liguri). Ammetto, sono il modesto allievo che si ribella al maestro, tipo Bruto, tu quoque, o “ti ho portato io sul sito e ora mi tratti così”, “avevo fiducia in te …”. E so che tanto si farà due risate e passerà oltre, ma io insisto …
Fra le nuvole di John Ruskin
di Fabrizio Rinaldi, 29 luglio 2026 – dall’Album “Fra le nuvole di John Ruskin“
Non facciamo quasi mai caso a ciò che ci sta sulla testa. Tranne quando siamo in vacanza e fotografiamo il tramonto per condividerlo sui social. Nel quotidiano ignoriamo quelle formazioni di vapor acqueo che cambiano in continuazione ed in modo irripetibile, mentre le si guarda. Esistono solo quando alziamo gli occhi e non saranno mai più le stesse. Nessun altro elemento della natura muta con una tale rapidità mantenendo, nello stesso tempo, un ordine preciso. Strano no? …
Israele e il suo peggior nemico

di Giuseppe Rinaldi, appunti risalenti al 25 novembre 2023
Sul panorama internazionale sta accadendo uno strano fenomeno di censura, mai visto prima con simili proporzioni: ogni discussione di ordine politico e financo storiografico intorno alla Guerra di Gaza e alla Questione palestinese sta diventando impossibile. Per estensione, sta diventando impossibile ogni discussione intorno allo Stato di Israele. Appena si entra nel merito di argomenti del genere, scattano le censure del politically correct e si viene esposti alle accuse più estreme, che culminano inevitabilmente in quelle di genocidio e/o di antisemitismo. Viene evocato il disumano, il male assoluto, l’indicibile. Chiunque osi fare qualche osservazione viene subito neutralizzato con la censura e con il discredito morale …
Arrivederci, Beppe

di Paolo Repetto, 17 luglio 2026
Un altro Viandante ci ha lasciati. Ci ha lasciati attoniti per quanto è stata repentina la sua scomparsa, pieni di domande, di questioni che avremmo voluto discutere, di attese per le sue puntuali delucidazioni. Non potremo più sedere con lui al tavolo del bar, o passeggiare per via Dante infervorati nella discussione. Non potremo parlargli, ma Beppe ci parlerà ancora attraverso gli scritti suoi che andremo a ripescare e a proporre nel futuro prossimo …
Ariette 35.0: Notte a vent’anni

di Maurizio Castellaro, 12 luglio 2026
Gira ancora nei cinema Città di pianura, un film dolce e profondo che racconta le avventure di due cinquantenni alla deriva nei bar del Veneto, e di uno studente di architettura da svezzare. I giovani con cui l’ho visto mi han detto di averlo amato perché si sono immedesimati nei cinquantenni semi-alcolizzati. Anche loro, mi han detto, tirano la nottata per i bar e le strade della città, alla ricerca di qualcosa. Sul momento questa scelta di campo mi ha spiazzato. Poi mi sono ricordato che anche le mie notti dei vent’anni …
Qualcosa su Loren Eiseley

di Fabio Barbato, 2 luglio 2026
Sono incappato in Loren Eiseley piuttosto recentemente, grazie a un riferimento postato dal mio prode e indefesso amico, dedito a diversificati scavi in rete, oltre che a versi poetici ermetici infarciti di puntini, Luigi Mazza. Si tratta di un americano, vissuto dal 1907 al 1977, originario delle praterie del Mid West, che esplorò in lungo e in largo, a piedi o a cavallo, in cerca di ossa fossili, negli anni della sua gioventù, ma anche ben oltre. Dopo gli anni difficili della grande depressione americana, in cui fece anche esperienze di vagabondaggio …
Maturità

di Leonardo Repetto, 30 giugno 2026
Ieri sera stavo seduto sul letto e ritoccavo un testo discretamente accattivante, retorico quanto vago, su come la scuola mi abbia fatto acquisire un metodo di studio, un pensiero critico ed altre frasi fatte molto quotate per questa presentazione; quando, per curiosità, rileggendo per la milionesima volta “l’Infinito” di Leopardi, ho trovato un errore. Subito ho detto, in altri termini ovviamente non riportabili, perbacco! Leopardi che commette un errore, impossibile. Ha messo un “ma” dopo il punto …
Camuserìe (prima parte)

di Paolo Repetto, 19 giugno 2026
Albert Camus è comparso moltissime volte nelle cose che ho scritto, ma sempre di sponda: non gli ho mai riservato un pezzo specifico, uno schizzo biografico, qualcosa che andasse al di là del frammento. Essendo morto a 46 anni non figurava nemmeno tra gli scomparsi under-quaranta cui ho dedicato tempo fa un almanacco (Cari al cielo). Eppure è stato e continua ad essere un riferimento fondamentale per la mia formazione e per la mia crescita, tanto che le sue opere e le biografie e gli studi critici che gli sono stati dedicati occupano un metro di ripiano, e in posizione centrale (collocazione che per me è significativa), nella mia biblioteca. Lo stimo sia come uomo che come intellettuale, cosa che mi accade di rado …
Umano, troppo umano. Noterelle sull’intervista a Claude

di Giuseppe Rinaldi, 13 maggio 2026
Sta facendo discutere l’interessante intervista di Walter Veltroni a Claude, uno dei più recenti modelli di intelligenza artificiale, prodotto da Anthropic. Claude deriva il suo nome da Claude Shannon, uno dei pionieri della Teoria dell’informazione. In effetti, la conversazione è davvero impressiva e, direi, degna di nota per una varietà di motivi. Non ultimo il fatto che essa segnala, in un certo senso, lo stato dell’arte, davvero ragguardevole, raggiunto dai modelli LLM …
Hanno sfrattato Dio

di Paolo Repetto, 10 maggio 2026
Sessant’anni fa, in una latrina fatiscente che era l’unico servizio igienico (!?) della facoltà di Lettere, rimasi fulminato da una delle tante scritte vergate sulle pareti, che ammoniva: Ludd ti vede. Mi colpì perché era una variante inedita dell’abusatissimo (nei vespasiani e nei confessionali) Dio ti vede, e perché ingenuamente pensavo di essere uno dei rari appassionati alle vicende del luddismo. Incuriosito dalla scritta, scoprii che nell’ambiente universitario genovese esisteva un gruppo Ludd, di matrice situazionista, e naturalmente mi precipitai ad arruolarmi …
Battalòn San Patricio

di Vittorio Righini, 9 maggio 2026
Dopo aver letto il corposo e interessante scritto di Paolo Repetto ( Vamos a comer, compaňeros), mi è venuta l’idea di scrivere poche righe su un altro momento della storia messicana, antecedente a quella narrata, e che la dice lunga soprattutto sugli americani e le loro eterne pessime attitudini. Diventa facile farlo, in un periodo turbolento come questo, con un Presidente che, dopo aver chiuso La Guerra dei Roses, Guerre Stellari e …
Ariette 34.0: Camera ardente

di Maurizio Castellaro, 6 maggio 2026
Prima che scomparissero per sempre, nel 2006 i palestinesi hanno inviato a Ginevra circa 500 reperti delle diverse civiltà antiche che, in oltre 3000 anni di storia, hanno avuto in Gaza il loro punto di riferimento. Alla Fondazione Merz di Torino sono oggi visibili oltre 70 di questi pezzi, oltre ad installazioni di artisti palestinesi contemporanei. All’interno, un display luminoso ricorda i numeri dell’apocalisse umana …
Sgorbie

di Fabrizio Rinaldi, 1° maggio 2026
Mail e tabelle, interazioni e imposizioni, orari e piccoli screzi: per me – ma credo per molti che non hanno nella manualità il fulcro del proprio lavoro – la quotidianità è fatta di relazioni. Poi rientro a casa e trovo moglie, figlie e cani, e il confronto continua, a volte – diciamolo – in modo ancora più complesso. Entrambi gli ambiti sono praticati il più possibile dentro la norma sociale e senza sbroccare troppo. Le ore, i mesi, gli anni si susseguono ordinati, occupati da parole, mediazioni e (in)visibili scazzi …
Sulle tracce di Norman Douglas

di Vittorio Righini, 24 aprile 2026
Quando ho scritto quelle quattro e incomplete righe su Giuseppe ‘‘Pino’’ Orioli (Sono arrivato a un bivio, ma ho sbagliato strada), ho anche evidenziato che ero partito per scrivere qualcosa a proposito delle mie letture dei libri di Norman Douglas. Riprendo quindi il cammino interrotto ma non aggiungo altro sulla biografia dello scrittore inglese (anzi, austro-scozzese, perché tale era la sua origine) …
Vamos a comer, compaňeros

di Paolo Repetto, 17 aprile 2026
Ho letto recentemente il saggio storico Villa e Zapata. Una biografia della rivoluzione messicana, di Frank McLynn. Ho ancora di queste malinconie. A suo tempo (che vuol dire almeno mezzo secolo fa) pensavo di conoscere più che a sufficienza le drammatiche vicende messicane, ma questo libro me ne ha rivelato aspetti che mi erano sfuggiti o che avevo considerato con uno spirito molto diverso. D’altro canto, è normale che accada: da allora è cambiato moltissimo il mondo e sono molto cambiato anch’io: ma alcune costanti …
Sono arrivato a un bivio, ma ho sbagliato strada

di Vittorio Righini, 11 aprile 2026
Recentemente mi sono infatuato, nel leggere Vecchia Calabria, di Norman Douglas, un caposaldo della letteratura di viaggio; così mi sono poi precipitato su Biglietti da visita, altro suo libro, per me interessante soprattutto per la varietà dei personaggi rappresentati e delle loro intricate storie. Ho letto un paio di altri libri di Douglas tradotti in italiano, oltre a Ricette erotiche pubblicato sotto lo pseudonimo di Pilaff Bey. La mia intenzione era di scrivere qualche riga su questo autore che, allontanato dalla perfida Albione …
Due mondi

di Paolo Repetto, 9 aprile 2026
Esistono piccoli mondi e mondi piccoli. Non sono la stessa cosa. Il senso dell’aggettivo cambia a seconda di dove lo si collochi. Se precede il sostantivo assume una valenza positiva, allude a qualcosa di intimo, di raccolto e insieme di completo. Se lo segue lo qualifica in negativo, parla di una ristrettezza, di una assenza, di qualcosa di angusto e di inferiore. Un piccolo mondo era Lerma, il mio paese, ancora negli anni Cinquanta e Sessanta. Un mondo piccolo è Lerma oggi. …
Elogio del “gnacapiogg”

di Nicola Parodi da un colloquio con Paolo Repetto, 27 marzo 2026
Ci capita spesso, con Paolo, davanti ad un caffè, di confrontarci sull’uso dei diversi termini che nelle nostre lingue madri designano oggetti, persone, situazioni. Questa volta si è trattato del termine alessandrino “gnacapiogg”, che ha un corrispettivo nel dialetto lermese in “sghigin”, e addirittura ne ha due, con “sghigiun” (il primo è evidentemente un diminutivo, il secondo un peggiorativo). Considerato che quelli la cui lingua madre è stata il dialetto sono ormai una esigua minoranza, si rendono necessarie una traduzione e qualche precisazione. La traduzione letterale di gnacapiogg (e di sghigin) è …
Ariette 33.0: Pit stop da Don Luigi

di Maurizio Castellaro, 26 marzo 2026
Ogni tanto c’è bisogno che qualcuno ci ricordi perché nella vita abbiamo fatto certe scelte. La voce di Don Luigi Ciotti, ad esempio. Erano anni che non ascoltavo le sue parole semplici, la sua indignazione calma, la sua visione concreta e progettuale. Un prete, un uomo di fede, certo, e ce lo ricorda quel suo tenere sempre ostinatamente lo sguardo fisso sui volti, sui corpi delle persone escluse, disperate, uccise senza colpa …
Non sono un robot (?)

di Paolo Repetto, 24 marzo 2026
Ce ne siamo accorti all’improvviso. L’Intelligenza Artificiale stava subdolamente insinuandosi nelle nostre vite, ma ancora non aveva ricevuto un battesimo ufficiale. Ora che ha un nome la si chiama in causa ovunque, a proposito e soprattutto a sproposito. Se un missile centra una scuola anziché un covo di terroristi, se arriva una bolletta del gas da suicidio, se una sorridente Julia Roberts ti sussurra un messaggio d’amore e ti chiede un prestito, è tutta opera e responsabilità dell’AI. Prima la ignoravamo e ora la diamo per scontata …
I replicanti sognano unicorni?

di Giuseppe Rinaldi, 24 marzo 2026
Se c’è un film di fantascienza che, nell’immaginario popolare, ha segnato un periodo della nostra storia recente, questo non può essere che Blade Runner di Ridley Scott. Che l’abbia segnato è abbastanza certo, ma non è facile spiegare il perché. In quest’articolo che, come si vedrà, si occupa di filosofia piuttosto che di critica cinematografica, cercherò di spiegare, a me stesso e ai miei dieci lettori, perché Blade Runner ha parlato e parla tutt’oggi al nostro senso comune …
Letteratura e filosofia (in un bugigattolo)

di Vittorio Righini, 14 marzo 2026
Dante Alighieri, la Letteratura; Renè Descartes, la Filosofia.
Dante e Descartes è il nome di due piccole librerie napoletane. La più grande, la più fornita è al 14 di Piazza del Gesù Nuovo, gestita da Giancarlo Di Maio, a cui si affianca la più piccola sede di via Mezzocannone 63, gestita dal padre Raimondo, che si occupa di editoria. Sono due librerie imperdibili a Napoli per i bibliofili più accaniti, e sono connesse tra loro, ma è della seconda che mi voglio occupare in queste poche righe. Raimondo Di Maio, classe 1957, ha la libreria dentro un bugigattolo[1] che si potrebbe anche definire un piccolo “basso”. Una stanza al livello della via, illuminata unicamente dalla porta di ingresso, oltre alle molte luci nelle graziose vetrinette sui lati …
Ariette 32.0: Le stelle minori di Radio Tre

di Maurizio Castellaro, 12 marzo 2026
Quando avevo 20 anni il futuro mi sembrava un buco nero da cui non sarei mai uscito vivo. Mi sentivo inadeguato alle attese di tutti, solo e dimenticato nel paesello dove ero casualmente precipitato. Se nel cielo non c’è luce ci si orienta anche con le stelle minori. Ad esempio, la voce di Radio Tre. Radio Tre era il segnale del mondo di fuori. Voci gentili, colte, che mi proponevano ragionamenti vertiginosi, parlandomi di cose favolose. Ricordo pomeriggi interi attaccato alla radio …
Spie, baccelli e cani col codino

di Paolo Repetto, 6 marzo 2026
Ieri ho visto un cinese che portava un cane al guinzaglio. Non lo stava pascolando, come mi hanno malignamente detto gli amici quando l’ho raccontato. Lo stava proprio portando a passeggio. E in questo ho colto un segno. Io credo molto nei segni, intesi come spie di un’anomalia o di un mutamento in atto. Credo in quelli inviati dalla natura, che ultimamente di spie ne accende moltissime: ma altrettanto in quelli che ci mandano gli umani, individui o comunità. Ci credo, e penso di esserne un esperto. Un semiologo sui generis …
Ariette 31.0: Battiti

di Maurizio Castellaro, 28 febbraio 2026
Forse era Heidegger che diceva che siamo abitati dal linguaggio. Bergonzoni sarebbe d’accordo e si chiederebbe: “ok, ma il linguaggio l’affitto lo paga, visto che abita da me?”. Bergonzoni disarticola, con la forza del paradosso, le connessioni logiche del linguaggio, ne cortocircuita significanti e significati e ci mostra le alterità possibili in esso racchiuse. Non sono solo giochi di parole, non è solo comicità surreale. Il suo lavoro sul linguaggio non ha motivazioni comiche, ma gnomiche …
Ariette 30.0: Ma tu che città sei?

di Maurizio Castellaro, 12 febbraio 2026
Gli architetti lo chiamano “genius loci”, io lo chiamo “annusamento di città”, e in questi ultimi anni ho fatto parecchia pratica di questo esercizio. Domenica scorsa, ad esempio, ho annusato Cuneo. Anzitutto ti muovi con le Alpi sullo sfondo, e le Alpi si sentono, eccome. Poi Cuneo non ha scordato di essere medaglia d’oro al valor militare per il suo contributo alla Resistenza. Non a caso è la città di Giorgio Bocca, di Nuto Revelli, di Duccio Galimberti (un tipo che nel 1943, appena destituito Mussolini, è spuntato dal balcone del suo studio di avvocato per incitare i concittadini a cacciar via dall’Italia i nazisti e i fascisti) …
Povera lingua!

di Paolo Repetto, 10 febbraio 2026
Dal lato opposto dello spogliatoio arrivano brandelli di conversazione. Sono due tizi sulla trentina, hanno parlato sino ad ora di auto, di cavalli (motore), di diavolerie elettroniche. Poi arriva lo sbraco: “Se avrei i tuoi soldi, sai cosa farei …”. Una fitta al cuore, immediata. È una deformazione professionale, davanti a tanto abominio non riesco a farmi i fatti miei. A scuola avrei minacciato il malcapitato di fustigazione sulla pubblica piazza. Qui mi limito ad apostrofare i due, rimanendo di schiena: “Se avessi, cavolo! Se avessi! Attenti ragazzi: si comincia ceffando il congiuntivo e si finisce a letto con un congiunto”. Si zittiscono. Probabilmente – anzi, sicuramente – non hanno capito nulla, ma si affrettano a rivestirsi e se ne vanno senza salutare. Immagino pensino di avere a che fare con uno svitato …
Ravioli d’agosto (agosto 2025)

di Paolo Repetto, 6 febbraio 2026
Avrei dovuto registrare il dibattito che si è acceso un paio di sere prima di Ferragosto, davanti a un piatto di ravioli al sugo che si accompagnava a prosciutto e melone (accostamento che neppure la nouvelle cuisine avrebbe azzardato, un’aperta sfida ai canoni della dieta stagionalmente corretta). Su You Tube avrebbe potuto diventare virale. Il luogo: casa mia, la sala da pranzo insonorizzata su tutti i lati dagli scaffali grondanti libri, a luci spente per evitare l’assalto delle zanzare (ciò che ha reso più appropriata l’atmosfera, perché nel buio le parole assumono un peso diverso: ma una videoregistrazione sarebbe venuta male). Il tempo: l’ennesima serata più calda della storia, con temperatura registrata di trentasei gradi e percepita di settantadue. I protagonisti: Nico e Beppe Rinaldi, viandanti honoris causa, più dediti a viaggiare col pensiero che …


