nuovi sguardistorti

Buoni propositi – Paolo Repetto
Ultimo canto di Natale – Paolo Repetto
Folletti burloni – Paolo Repetto
Ariette 7.0 – Maurizio Castellaro
In pancia alla balena – Paolo Repetto
Ariette 6.0 – Maurizio Castellaro
Per strada senza ombrello – Paolo Repetto
L’estate tra i ghiacci – Paolo Repetto
Ariette 5.0
 – Maurizio Castellaro
Ariette 4.0
 – Maurizio Castellaro
​Mai oramai, ma ora! – Fabrizio Rinaldi
Andai nei boschi e … inciampai – Fabrizio Rinaldi

Buoni propositi

Buoni propositi 01di Paolo Repetto, 31 dicembre 2021
Sono le otto del mattino del 31 dicembre e ho deciso di accettate la sfida. La sfida è con me stesso, e consiste nel riuscire a buttar giù entro le prossime dodici ore un elenco di possibili temi di discussione con i quali festeggiare (insomma) la dipartita di questo ennesimo anno funesto. È una cosa da fare entro le venti per consentire a Fabrizio di postare il tutto sul sito, ed entro oggi perché immagino una serata in tono minore (o maggiore, a seconda dei punti di vista) per un sacco di gente …

Ultimo canto di Natale

Ultimo canto di Natale 01di Paolo Repetto, 18 dicembre 2021
Mezzo secolo fa, proprio in questo giorno, la metà precisa di dicembre, prendeva il via nella parrocchiale di Lerma l’ultima grande Novena di Natale. L’ultima almeno che io ricordi, e comunque l’ultima di un’era. Dopo non è più stata la stessa cosa. La Novena era uno degli eventi più attesi dell’anno, e non solo di quelli liturgici. Che fossi credente o meno, non la potevi perdere, un po’ come la processione dei giudei il giovedì santo. C’era il rischio di sentirti poi raccontare: sai cos’è successo? e friggere per non essere stato presente…

Folletti burloni

di Paolo Repetto, 13 dicembre 2021
Folletti burloni 01L ’immagine d’apertura, che è quella utilizzata come sfondo per la copertina dell’edizione “magnum” di Fenomenologia dello spirito lermese, non riesce forse particolarmente accattivante, ma ha una storia: ed è questa storia a renderla significativa e a connetterla al titolo di quel volume. Provo dunque brevemente a raccontarla. La cosa risale a una quindicina d’anni fa, proprio in questo periodo …

Ariette 7.0

strappi-del-forte-vento-dell-ombrello-e-uomo-su-un-illustrazione-albero-il-le-foglie-volanti-l-lungo-dei-baffi-hanno-perso-150252640di Maurizio Castellaro, 11 dicembre 2021
Una candela accesa

C’era un tempo in cui arte, poesia e letteratura erano espressione di una comunità che condivideva valori e certezze, orizzonti di senso politici e religiosi. In alto stava Dio, appena sotto Trono e Altare. Lo confermavano chiaramente pittori, musicisti e poeti, in ogni dipinto, nota o parola presenti in ogni chiesa e in ogni reggia. C’erano ingiustizia, miseria, ignoranza, violenza. Nulla da rimpiangere, certo. Ma questo tempo di certezze bambine ha reso …

In pancia alla balena

Balene nella pancia 02di Paolo Repetto, 8 novembre 2021
La ricognizione nelle letture della scorsa estate mi sta prendendo la mano. Davvero non mio ero accorto che la stagione fosse stata così ricca. Ero distratto dai nostri successi sportivi (la raccolta continua: ori mondiali nel ciclismo su pista, nella ginnastica a corpo libero e in quella ritmica e nel nuoto: uno persino in matematica; manca più solo il rugby), dall’uscita allo scoperto dei neo-squadristi e dall’epidemia di coming out televisivi. Riparto dunque dall’acquisizione più recente, quel Balene nella pancia che è comparso poco tempo fa …

Ariette 6.0

Ariette 6 00di Maurizio Castellaro, 1 novembre 2021
Ciascuno cresce solo se sognato (a Danilo Dolci)
Il sogno del seme di pisello è diventare pisello, il sogno del bruco è diventare farfalla. Una direzione univoca, un progetto definito. Per i cuccioli d’uomo le cose non sono mai così semplici. La parte migliore delle storie di formazione è …

Per strada senza ombrello

Per strada senza ombrello 01di Paolo Repetto, 13 ottobre 2021
Rievocare a puntate i vagabondaggi letterari estivi (cfr. L’estate tra i ghiacci) è senz’altro più pratico per me e probabilmente meno faticoso per chi mi legge, ma rischia di diventare anche ingombrante. Una volta avviata l’operazione di ripescaggio, dal pozzo della memoria torna su qualsiasi cosa, e riesce difficile ributtarla, o stabilire se davvero conservi un qualche interesse. L’idea di avere a disposizione uno spazio teoricamente illimitato mi spinge a salvare in maniera indiscriminata impressioni, intuizioni, riscoperte e reminiscenze, da depositare poi su carta per sottrarle alla scopa del tempo.

L’estate tra i ghiacci

di Paolo Repetto, 4 ottobre 2021    [1]
L'estate tra i ghiacciAllora. Siamo campioni del mondo anche nella pesca d’altura al tonno rosso, e stracciamo gli inglesi persino nel cricket. L’estate del 2021 rimarrà negli annali per i successi colti dagli azzurri in ogni immaginabile disciplina sportiva, olimpica, paralimpica e post-olimpica. Sono piovute tante medaglie che se fossero tutte d’oro massiccio …

​Ariette 5.0

Arietta 5di Maurizio Castellaro, 2 ottobre 2021
​Nel vortice
Durante il mio recente viaggio a Napoli all’inizio ho fatto fatica a risintonizzarmi sulle frequenze della mia città del cuore. Poi mi hanno riassestato certi incontri al Quartiere Sanità, certi occhi al Rione Forcella, certi Caravaggio e …

​Ariette 4.0

Ariette 4_1di Maurizio Castellaro, 16 agosto 2021
​Al fondo
“Essere o non essere”? Il dubbio amletico si incide nella nostra pelle davanti ai resti del teschio di nostro padre, o di nostro nonno. Non uno dei mille anonimi teschi “memento mori” dei quadri napoletani o dei sotterranei siciliani: un teschio che aveva nome e cognome, che apparteneva a chi abbiamo amato …

​Mai oramai, ma ora!

Mai oramai, ma ora 01 Krakendi Fabrizio Rinaldi, 10 luglio 2021
Nel suo ultimo libro “Il calamaro gigante” , Fabio Genovesi definisce l’avverbio “oramai” come “assassino” perché “non passa mai di moda, e ora come allora serve a non partire, non fare, non provare mai a cambiare le cose intorno a noi. È una parola corta, ma basta a riempire una vita di scontento, giorno dopo giorno, fino all’ultimo, raccontandoci che per essere felici è troppo tardi, ormai”.

Andai nei boschi e … inciampai

Andai nei boschi e inciampai (1)di Fabrizio Rinaldi, 20 giugno 2021
C’è in tutti noi un limite alla tolleranza, superato il quale c’è chi spara, chi sbraita, chi fa finta di nulla e tira dritto divenendo indifferente: e poi c’è chi scrive. In questo ultimo caso non lo si fa per trovare altri che la pensino al nostro stesso modo, o per convincerli a farlo, ma per non sparare o per non mettersi a urlare. Io il limite l’ho toccato …