Le lingue perdute del futuro

di Paolo Repetto, 29 febbraio 2020

Ho raccolto in questa silloge (mamma mia, non trovo più sinonimi dell’originario, umile “libretto”!) gli ultimi pezzi scritti subito prima, o a cavallo, della faglia del coronavirus. Erano concepiti, e in effetti hanno funzionato, al-meno per me, come un diversivo, un modo per fare passare la nottata. La notte è trascorsa, ma il nuovo giorno è sorto livido e carico di angosce, per ciò e per chi si è perduto e per quello scampolo di inutile incertezza che ci attende. Credo che in assenza di futuro nemmeno la scrittura potrà essere più la stessa. E già quella affidata a queste pagine è un lontano ricordo.

Le lingue perdute del futuro (2020)

 

 

 

Il libro degli abbracci

di Paolo Repetto, 12 gennaio 2020
Scendendo a passo d’uomo verso Genova, tra gallerie che cadono a pezzi e viadotti semoventi, ascolto per radio un’intervista a Marco Bonini. Non lo conoscevo, scopro che è attore, ballerino, sceneggiatore cinematografico e anche scrittore. …

 

Una scrittura antisemita rosso pallido

di Paolo Repetto, 31 gennaio 2020
I titoli dei miei pezzi a volte ingannano, perché li scelgo più per come suonano che per quel che annunciano. In questo caso però non c’è nessun inganno: ho scritto “antisemita” volutamente, per parlare di qualcosa (e di qualcuno) che con l’antisemitismo professa di aver nulla a che fare. Ma così non è. …

Schiavi anche del’oblio

di Paolo Repetto, 16 gennaio 2020
“Uno solo è il luogo per vivere: un pezzetto di giaciglio, il resto appartiene al campo, allo Stato. Ma né questo pezzettino di posto, né la camicia, né la pala è tua. Ti ammali, e ti portano via tutto: il vestito, il berretto, la sciarpa avuta di frodo, il fazzoletto da naso. …

 

Il mondo salvato dalle scimmie

di Paolo Repetto, 9 febbraio 2020
L’abbiamo cercato tutto il pomeriggio, Leo ed io, prima in casa e poi al capanno. Non c’è stato verso. Sono saltati fuori cinque o sei Verne “minori” (Il testamento di uno stravagante, La Jancada, Il paese delle pellicce, …) e persino quel José il Peruviano che davo da tempo per scomparso, ma non il mio Saturnino Farandola. Non ho idea di dove possa essere finito …

Futuro anteriore

di Paolo Repetto, 16 febbraio 2020
Seconda puntata del caso Albert Robida. In quella precedente abbiamo visto che ci sarebbero mille motivi per riesumare lo scomparso Saturnino Farandola (la mia copia, letteralmente), non ultime le bellissime immagini che impreziosivano l’edizione originale …

Tassonomie della letteratura di viaggio

di Paolo Repetto, 6 marzo 2020
A parere di molti (soprattutto tra quelli che mi circondano) quando una raccolta di libri di viaggio – ma anche di qualsiasi altro argomento – supera un certo limite quantitativo sarebbe il caso di cominciare a preoccuparsi. Può essere, ma tutto sommato la cosa non arreca danno a nessuno …

Personalità: “Architetto”

di Paolo Repetto, 29 aprile 2020
Mio nipote mi ha chiesto di sottopormi ad un test per la determinazione della personalità. È una di quelle pacchianate all’americana, sul tipo dei questionari ancora in uso in molte aziende per le assunzioni, o nei rotocalchi gossipari per scoprire se si è innamorati. …