sguardistorti 41

Sulle tracce di Norman Douglas – Vittorio Righini
Vamos a comer, compaňeros – Paolo Repetto
Sono arrivato a un bivio, ma ho sbagliato strada – Vittorio Righini
Due mondi – Paolo Repetto
Elogio del “gnacapiogg” – Nicola Parodi da un colloquio con Paolo Repetto
Ariette 33.0: Pit stop da Don Luigi – Maurizio Castellaro
Non sono un robot (?) – Paolo Repetto
I replicanti sognano unicorni? – Giuseppe Rinaldi

Sulle tracce di Norman Douglas

di Vittorio Righini, 24 aprile 2026
Quando ho scritto quelle quattro e incomplete righe su Giuseppe ‘‘Pino’’ Orioli (Sono arrivato a un bivio, ma ho sbagliato strada), ho anche evidenziato che ero partito per scrivere qualcosa a proposito delle mie letture dei libri di Norman Douglas. Riprendo quindi il cammino interrotto ma non aggiungo altro sulla biografia dello scrittore inglese (anzi, austro-scozzese, perché tale era la sua origine)

Vamos a comer, compaňeros

di Paolo Repetto, 17 aprile 2026
Ho letto recentemente il saggio storico Villa e Zapata. Una biografia della rivoluzione messicana, di Frank McLynn. Ho ancora di queste malinconie. A suo tempo (che vuol dire almeno mezzo secolo fa) pensavo di conoscere più che a sufficienza le drammatiche vicende messicane, ma questo libro me ne ha rivelato aspetti che mi erano sfuggiti o che avevo considerato con uno spirito molto diverso. D’altro canto, è normale che accada: da allora è cambiato moltissimo il mondo e sono molto cambiato anch’io: ma alcune costanti

Sono arrivato a un bivio, ma ho sbagliato strada

di Vittorio Righini, 11 aprile 2026
Recentemente mi sono infatuato, nel leggere Vecchia Calabria, di Norman Douglas, un caposaldo della letteratura di viaggio; così mi sono poi precipitato su Biglietti da visita, altro suo libro, per me interessante soprattutto per la varietà dei personaggi rappresentati e delle loro intricate storie. Ho letto un paio di altri libri di Douglas tradotti in italiano, oltre a Ricette erotiche pubblicato sotto lo pseudonimo di Pilaff Bey. La mia intenzione era di scrivere qualche riga su questo autore che, allontanato dalla perfida Albione

Due mondi

di Paolo Repetto, 9 aprile 2026
Esistono piccoli mondi e mondi piccoli. Non sono la stessa cosa. Il senso dell’aggettivo cambia a seconda di dove lo si collochi. Se precede il sostantivo assume una valenza positiva, allude a qualcosa di intimo, di raccolto e insieme di completo. Se lo segue lo qualifica in negativo, parla di una ristrettezza, di una assenza, di qualcosa di angusto e di inferiore. Un piccolo mondo era Lerma, il mio paese, ancora negli anni Cinquanta e Sessanta. Un mondo piccolo è Lerma oggi.

Elogio del “gnacapiogg”

di Nicola Parodi da un colloquio con Paolo Repetto, 27 marzo 2026
Ci capita spesso, con Paolo, davanti ad un caffè, di confrontarci sull’uso dei diversi termini che nelle nostre lingue madri designano oggetti, persone, situazioni. Questa volta si è trattato del termine alessandrino “gnacapiogg”, che ha un corrispettivo nel dialetto lermese in “sghigin”, e addirittura ne ha due, con “sghigiun” (il primo è evidentemente un diminutivo, il secondo un peggiorativo). Considerato che quelli la cui lingua madre è stata il dialetto sono ormai una esigua minoranza, si rendono necessarie una traduzione e qualche precisazione. La traduzione letterale di gnacapiogg (e di sghigin) è

Ariette 33.0: Pit stop da Don Luigi

di Maurizio Castellaro, 26 marzo 2026
Ogni tanto c’è bisogno che qualcuno ci ricordi perché nella vita abbiamo fatto certe scelte. La voce di Don Luigi Ciotti, ad esempio. Erano anni che non ascoltavo le sue parole semplici, la sua indignazione calma, la sua visione concreta e progettuale. Un prete, un uomo di fede, certo, e ce lo ricorda quel suo tenere sempre ostinatamente lo sguardo fisso sui volti, sui corpi delle persone escluse, disperate, uccise senza colpa

Non sono un robot (?)

di Paolo Repetto, 24 marzo 2026
Ce ne siamo accorti all’improvviso. L’Intelligenza Artificiale stava subdolamente insinuandosi nelle nostre vite, ma ancora non aveva ricevuto un battesimo ufficiale. Ora che ha un nome la si chiama in causa ovunque, a proposito e soprattutto a sproposito. Se un missile centra una scuola anziché un covo di terroristi, se arriva una bolletta del gas da suicidio, se una sorridente Julia Roberts ti sussurra un messaggio d’amore e ti chiede un prestito, è tutta opera e responsabilità dell’AI. Prima la ignoravamo e ora la diamo per scontata

I replicanti sognano unicorni?

di Giuseppe Rinaldi, 24 marzo 2026
Se c’è un film di fantascienza che, nell’immaginario popolare, ha segnato un periodo della nostra storia recente, questo non può essere che Blade Runner di Ridley Scott. Che l’abbia segnato è abbastanza certo, ma non è facile spiegare il perché. In quest’articolo che, come si vedrà, si occupa di filosofia piuttosto che di critica cinematografica, cercherò di spiegare, a me stesso e ai miei dieci lettori, perché Blade Runner ha parlato e parla tutt’oggi al nostro senso comune