punti di vista

Suggeriamo qualche opportunità di divertimento intelligente, un po’ fuori dalla mischia mediatica. Non per presunzione, ma per stimolare punti di vista sempre e comunque storti!

Ormai è strenna tutto l’anno, ma quella che avete tra le mani è una strenna autentica, tradizionale, natalizia: un tempo le facevano l’UTET (bellissime) e il mio parrucchiere (altrettanto belle, ma dal contenuto un po’ diverso). È un regalo per gli amici di sguardistorti, che va a sommarsi a tutti quelli che abbiamo cercato di offrire sino ad oggi. A differenza degli altri regali natalizi (escludendo dal novero i libri) questo vorrebbe essere utile. Ma a renderlo davvero tale dovrete essere voi.

LIBRI

Nan Shepherd, La montagna vivente, Ponte alle Grazie
Finalmente una donna che scrive bene di montagna. Perché racconta le sue montagne, quelle della Scozia, i Cairngorm. Monti sconosciuti, altitudini modeste, niente exploit, niente primati, nessuna prima ascensione. La montagna vissuta, anziché sfidata.

Vladimir Pozner, Il barone sanguinario, Adelphi
La storia incredibile del barone Roman Von Ungern-Sternberg, un pazzo furioso, antisemita e misogino, che combatte in Siberia con truppe bianche durante la guerra civile russa e arriva quasi a fondare un impero buddista.

Slavomir Rawicz, Tra noi e la libertà, Corbaccio
Fuggito nel 1941 da un Gulag siberiano con sei compagni, dopo un anno di marcia e seimilacinquecento chilometri tra deserti e montagne l’ufficiale polacco Rawicz arriva in India, con altri due soli sopravvissuti. Un viaggio vero verso la libertà, che si legge come un romanzo.
Leonardo Piccione, Il libro dei vulcani d’Islanda, Iperborea
Per amanti delle mappe e delle storie che le mappe raccontano, soprattutto quelle degli iperattivi vulcani islandesi. L’intelligenza, se è umile e genuina, diverte sempre.

Roger Deakin, Diario d’acqua, EDT
L’Inghilterra attraversata a nuoto. Fiumi, torrenti, laghi, stagni, persino fossati: ogni specchio d’acqua è buono per tuffarsi, nuotare e immergersi nella storia più umida e fresca di quel paese.

Stig Dagerman, Perché i bambini devono ubbidire?, Iperborea 2013
Per Dagerman i bambini diventano, col tempo, gioie, ma solo per chi riesce ad entrare nel loro mondo ed accetta delle regole imposte, comunque, da loro. Dagerman non aveva figli. In compenso, scriveva benissimo.

William Blacker, Lungo La Via Incantata, Adelphi 2012
Dopo aver letto questo libro vien voglia di emigrare in Romania. Ma nella Romania di trent’anni fa, dell’immediato dopo-Ceausescu e di prima che ci arrivassero gli imprenditori italiani.

Erri De Luca – Nives Meroi, Sulla traccia di Nives, Feltrinelli 2016
Lo scrittore e l’alpinista si confrontano sul tema della montagna. Emerge la determinazione di questa donna che col marito scala tutte le vette più alte del mondo senza ossigeno e assistenza. Il perché è compreso solo da chi le ama.

Gian Luca Favetto, Premessa per un addio, Enne Enne 2016
“Ogni domanda è l’ingresso di un labirinto. Con la risposta inizia il cammino”. Cercare di districare la matassa dei propri dubbi è il motivo che impone ad un geografo italiano di partire per New York alla ricerca dell’inizio del gomitolo.

Wim Wenders, Una volta, Contrasto 2015
L’analisi di Wenders della fotografia è illuminante. Le fotografie sono racconti, sono immersioni negli spazi rappresentati. La fotografia racconta, disegna, ispira. Oggi è ancor più difficile fare questo per l’inflazione del mezzo e per la sovraesposizione d’immagini a cui siamo sottomessi.

Giuseppe Mendicino, Portfolio alpino, Priuli & Verlucca 2018
Buzzati, Castiglioni, Zangrandi, Rigoni Stern, Revelli, Livio Bianco, Merlin. Vite spezzate, armonia con la montagna, solitudini e grandi amicizie. Zaini pieni di buon senso, di coraggio e di responsabile solidarietà.

Gianmaria Testa, Da questa parte del mare, Einaudi 2016
L’altro è ciò che non ci spaventa di noi stessi. Le esperienze di un cantautore schivo e ironicamente intelligente con chi arriva da culture molto diverse dalla sua. Senza pose profetiche o anarchismi da salotto. Un libro piccolo ed intenso.

Cesare Panizza, Nicola Chiaromonte. Una biografia, Donzelli 2017
A proposito di rimozioni. Questo paese ha prodotto anche intellettuali capaci di pensare con la loro testa. Che infatti hanno vissuto quasi sempre fuori, e lì sono conosciuti e apprezzati.

George Steiner, Una certa idea di Europa, Garzanti 2006
Un libretto minuscolo e delizioso, da leggere in venti minuti e rileggere ogni venti giorni. Spiega cos’è davvero l’Europa, ma così bene da farti anche capire perché non esiste più.

Pier Paolo Poggio, L’altro Novecento. Comunismo eretico e pensiero critico, Jaka Book 2010
Il primo di sei volumi fondamentali per fare l’autopsia della Sinistra, prima di decidere se tumularla. Incredibilmente si scopre un mondo di gente seria. E si trova anche qualche organo sano, che varrebbe la pena trapiantare.

Filippo la Porta, Maestri irregolari, Boringhieri 2007
Ci sono tutti, quelli che vanno conosciuti (Camus, Koestler, Orwell, Arendt, ecc.) e anche qualcuno meno indispensabile (Pasolini). Per continuare ad avere fiducia nell’intelligenza umana, anche dopo Salvini e Di Maio.

Federico Ferretti, Il mondo senza la mappa, Zero in Condotta 2007
La cartografia piana schiaccia la realtà riducendo tutto a simboli e linee, funzionali solo a una lettura politica. Élisée Reclus propugnava l’uso di modelli tridimensionali, con i quali  trasmettere l’idea che fiumi e catene montuose non segnano dei confini tra gli uomini ma, al contrario, li mettono in comunicazione.

Claudio Giunta, Una sterminata domenica, Il Mulino 2013
Esemplificazioni puntuali dello sfascio: situazioni apparentemente marginali, personaggi di secondo piano, furberie di bassa lega, da poveracci, che radiografano la malafede di fondo della società italiana. Ci ricordano che esiste una complicità diffusa, una partecipazione di massa al trionfo dell’imbecillità.

Franco La Cecla, Elogio dell’Occidente, Elèuthera 2016
Contro il singhiozzo dell’uomo bianco. Come le colpe della civiltà occidentale siano diventate per i suoi detrattori un alibi al disfattismo e per i suoi nemici una vittimistica giustificazione all’intolleranza.

Roberto Casati, La lezione del freddo, Einaudi, 2017
Un filosofo delle scienze cognitive anestetizza la calura estiva con l’esperienza quotidiana del freddo. Un’avventura estrema, a cui non siamo più abituati.

a cura di F. Cosi e A. Repossi, Del camminare e altre distrazioni. Antologia per viandanti e sognatori, Ediciclo, 2017
Racconti di scrittori del calibro di Weels, Rousseau, Maupassant, Woolf e Twain. Differenti modi di narrare e filosofeggiare sul gesto quotidiano del camminare. Le illustrazioni sono di Guido Scarabattolo, che per anni ha illustrato le copertine di Guanda. Semplici ma efficaci.

Dario Bubola, Silenzi, I disgeli, 2017
La montagna in piccole cose. Brevi racconti dove il rapporto con la natura è narrato in tutta la sua spigolosità, ma il fascino di quelle terre, di quelle rocce, di quelle nevi rimane inalterato.

David F. Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più, Minimum fax 2017
Non fatevi venire in mente di leggere Infinite Jest di Wallace, non ne uscireste
vivi, ma questo non dovete assolutamente perderlo. Le compagnie di navigazione
crocieristica hanno messo una taglia sull’autore.

Gerald B. Edwards, Il libro di Ebenezer Le Page, Elliott 2007
Un capolavoro semi-sconosciuto. Una vita intera trascorsa sull’isola di Guernsey,
nella Manica, dove aveva vissuto anche Victor Hugo. Parenti quanto meno
originali, faide e amicizie, amori e avventure. C’è tutto, raccontato
magnificamente a mezza voce.

Francesco Piccolo, Allegro occidentale, Einaudi 2003
Piccolo è il nostro Wallace in sedicesimo. Racconti e reportage esilaranti proprio
per il loro realismo. E se non vi bastano, potete regalarvi anche Storie di
primogeniti e figli unici.

Bill Bryson, Breve storia del corpo umano, Guanda 2019
È sempre Bryson, anche quando parla di scienza. Mi avessero raccontato il corpo
umano così, quando ero al liceo, mi sarei laureato in Biologia.

George Orwell, Nel ventre della Balena, Bompiani 2013
Da Libro contro sigaretta ai Ricordi di libreria, dalla guerra di Spagna alla difesa
del romanzo e alla fucilazione dell’elefante. Per chi ama Orwell, il top della sua
scrittura. Per chi ancora non lo conosce, l’occasione migliore per cancellare
questa vergogna.

Eric Gobetti, Nema problema!, Miraggi ed. 2011
Dieci anni di viaggi in Jugoslavia, a piedi, in autostop, con quel che era rimasto dei
mezzi pubblici dal 2000 al 2010. Il racconto quasi fotografico di rancori assurdi e
devastanti. Quel che ci attende se continueremo anche noi di questo passo.

Hubert Selby jr., Canto della neve silenziosa, Feltrinelli 2002
Quindici racconti delicatissimi e stupendi, e hanno tutti per protagonista Harry. Ma mai lo stesso Harry. Perché gli americani sanno scrivere bellissime storie brevi, e noi no?

Gerald Russell, Regni dimenticati, Adelphi 2016
Il rinnovato espansionismo islamico sta facendo sparire in Medio Oriente religioni e culture millenarie. Non basterà questo libro a salvarle, ma almeno ne serberà la memoria.

W.G. Sebald, Gli anelli di Saturno, Adelphi 2010
Un allucinato viaggio estivo, a piedi, attraverso l’Inghilterra e la memoria. Che si mescola ad altri viaggi, di altri tempi, per raccontare la “storia naturale della distruzione”.

Friedrich Dürrenmatt, La promessa, Feltrinelli 2013
C’è tutto per un giallo teso e angosciante. Ma non è un giallo. Forse è una raccapricciante metafora dell’esistenza umana, del suo mistero. Sia quel che vuole, vi terrà in apnea sino all’ultima pagina.

Simon Winchester, L’uomo che amava la Cina, Adelphi 2010
Joseph Needham era un biochimico, un comunista, un amante dei balli tradizionali, praticamente un bigamo, un diplomatico e un sacco di altre cose: ma è soprattutto il curatore (e in parte l’estensore) di un’opera eccezionale e unica su “Scienza e civiltà in Cina”.

Attilio Veraldi, La mazzetta, Rizzoli 1976
Assieme a “La donna della domenica”, il più bel poliziesco italiano di sempre. Senza superdetective, popolato solo di poveri cristi, di politici e funzionari corrotti, di malavitosi grandi e piccoli, tra appalti e mazzette. Insomma, l’Italia di oggi.

Alan Bennett, Nudi e crudi, Adelphi 2001
Bennet è il concentrato dello humor inglese, raffinatissimo e crudele. Qui dà il meglio di sé. Il mondo è idiota, sembra voler dire: e non incontra certo difficoltà a dimostrarlo.

Osvaldo Soriano, Triste, solitario y final, Einaudi 2015
Philip Marlowe, che investiga per Stan Laurel e Oliver Hardy, si scontra con John Wayne e ridimensiona Charlie Chaplin. Un piccolo gioiello della parodia. Chi come me lo possiede nell’edizione Vallecchi del 1974 ha in casa l’equivalente di un Van Gogh.

STORIA

Antony Pagden, Mondi in guerra, Laterza 2009
Duemilacinquecento anni di conflitto tra Oriente e Occidente. Dalle guerre persiane alla globalizzazione, dalla nascita delle frontiere alla loro caduta, e alla loro reinvenzione. Quanto a litigiosità, non ci siamo fatti mancare nulla.

Alexander Herzen, Passato e pensieri, Adelphi
Le origini del socialismo e del populismo (quello ottocentesco, utopistico, non idiota). Herzen è uno degli sconosciuti più illustri della nostra storia (anche di quella italiana). Da leggere prima che qualcuno ci faccia un film.

Laurie Lee, Un momento di guerra, Adelphi 2018
Nel 1937 Laurie Lee va a combattere in Spagna. Aveva raccontato il paese due anni prima, povero, splendido e rovente, in Un bel mattino d’estate: lo ritrova ora gelido, devastato e ostile. Nessuna epica, solo un brutale disincanto.

Tony Judt, Postwar, Laterza, 2015
Millecento pagine stupende per raccontare il secondo novecento. Cioè per parlare della nostra vita. Judt narra la storia praticamente in diretta, prima che le astuzie della memoria la cancellino. Narrava, perché è morto nel 2010 e nessuno qui da noi se n’è accorto.

NATURA

Bryant Logan, La quercia. Storia sociale di un albero, Bollati Boringhieri, 2008
L’evoluzione sociale ed economica dell’uomo fu favorita dalla presenza (o meno) in un determinato territorio della quercia, presa come emblema di come il progresso dell’uomo sia strettamente legato al suo habitat.

Fredrik Sjöberg, L’arte della fuga, Iperborea, 2017
Gunnar Widforss, acquarellista svedese. tra fine ‘800 e inizio ‘900 dipinse i parchi americani, per poi essere dimenticato. Ma probabilmente di questo non gli è importato molto. La sua era una fuga alla ricerca del bello, e lo ha trovato.

POLITICA

Michael Pollan, Il dilemma dell’onnivoro, Adelphi 2008
Anche considerando assurdi gli integralismi alimentari si dovrebbero fare scelte di alimentazione responsabili. C’è differenza tra ciò che accade negli allevamenti intensivi e in quelli attenti al “naturale” ciclo di vita dell’animale. Alimentarsi può essere un gesto consapevole, un atto politico. Almeno in questo possiamo fare la differenza.

Piero Calamandrei, Lo Stato siamo noi, Chiarelettere, 2011
È sempre il momento giusto per leggerlo e rileggerlo per dare ancora un senso alla politica. E per negarlo quindi ai politici.

Jack London, Il senso della vita (secondo me), Chiarelettere, 2017
Nella prima parte alcuni articoli politici scritti ad inizio Novecento, dai quali emerge l’entusiasmo per l’universo socialista dell’epoca. Nella seconda due brevi racconti, sempre a sfondo sociale. London senza lupi.

POETI

Abbas Kiarostami, Un lupo in agguato, Einaudi, 2003
Regista, ma anche scrittore di brevi e illuminanti poesie: “Come / posso dormire tranquillo / se il tempo non si ferma / un attimo nel sonno?“.

CINEMA

Paterson, di Jim Jarmusch, 2016
Un autista con l’hobby di scribacchiare poesie tratte dalla quotidianità. Apparentemente banale e lento, ma visto e rivisto se ne apprezza la poetica.

Forza maggiore, di Ruben Östlund, Svezia, 2014
Si può giocare la tensione drammatica senza scene madri, partendo da un banalissimo incidente e arrivando al cuore delle nostre paure e ipocrisie. Secco, gelido, angosciante.

Nemico di classe, di Rok Bicek, Slovenia, 2013
Per avere un quadro semplice e veritiero della scuola italiana, senza le caricature della Buy e di Silvio Orlando, bisogna vedere un film sloveno. Niente elogio di Franti, studenti presuntuosamente idioti (come sono) e docenti ignavi o mortificati (come sono).

Elling (2001 di Petter Næss)
Due ex internati in una clinica psichiatrica sono reintrodotti nel “mondo civile”, a Oslo. Dovranno vedersela da soli, confrontarsi con la vita reale e tentare di superare insieme tutte le loro paure. L’arrivo di una donna, ovviamente, destabilizza la coppia. Elling troverà però la sua pace scrivendo poesie da inserire nelle confezioni di crauti dei supermercati.

Still life (Natura morta, 2013)
Regista inglese, che però si chiama Umberto Pasolini ed è nipote di Luchino Visconti: quanto basta per darsela a gambe di corsa. Invece no. È un film intelligente, malinconico, perfetto nella sua pulizia formale. Ma si fa prima a dire: bello, incredibilmente bello.

LUOGHI

Valle della Gargassa (Rossiglione – GE)
L’Arizona e i Monti della Luna a due passi dall’A26. Una lezione di geologia profonda (l’Appennino è più antico delle Alpi), en plein air e a kilometri quasi zero.

Approdo di Rivarone
A due passi da Alessandria, dove meno te lo aspetti, il Tanaro diventa il Mississippi. Da vedere a maggio, dopo lunghe piogge, con cielo terso e cortina di verde sulle sponde. Da soli, possibilmente.

Romanico piemontese
Da Montiglio a Cortazzone, a Montafia, Marentino, Albugnano, Tonengo, Brusasco, con sosta estatica a Vezzolano. Un tour nelle colline dell’astigiano per chi ama la bellezza e il silenzio. Finché dura.

Museo della carta – Mele (GE)
Per 500 anni “in Europa altra carta non s’adopra che quella de’ Genovesi”, dicevano gli antichi mercanti. Questa vecchia cartiera testimonia il livello della manifattura cartaria genovese nei secoli XVI e XVIII. Mele principale polo cartario dell’Europa dell’epoca.

Palazzo Monferrato – Alessandria
Da tenere d’occhio. Ogni tanto propone qualche mostra, di quelle fuori circuito, badando bene a non farlo sapere in giro. Fate finta di nulla ed entrate lo stesso. Sarete soli, avrete agio di gustare tutto in perfetta tranquillità, e non mancheranno le sorprese.

Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni – Broletto di Novara
Novara è conosciuta solo per la disfatta nella prima guerra d’indipendenza. Meriterebbe di più. Ha un bellissimo centro storico. E meriterebbe di essere più conosciuta anche la Galleria di Arte Moderna. Vi è rappresentato tutto il nostro Ottocento, e buona parte (o la parte buona) del Novecento.

Fondazione Ferrero – Alba
Questa è decisamente più conosciuta. Al di là dell’eccellenza nella scelta dei temi e negli allestimenti, e del fatto, sorprendente e non secondario, che il tutto sia gratuito, è uno splendido esempio di integrazione dell’industria nel territorio e di promozione culturale intelligente.

Fabbricazioni nucleari. Nuove tecnologie e servizi avanzati di Bosco Marengo (AL)
Di avanzato ci sono appunto le scorie radioattive. Questo ne è il più grande deposito in Italia. Da vedere, magari non troppo da vicino, per ricordare che  elegante pattumiera sia diventato il nostro paese.

Museo d’Arte Orientale “Chiossone” di Genova
Nel centro di Genova batte un cuore orientale, in una raccolta di opere giapponesi che va dalle armature alle porcellane, dai costumi, alle sculture. Il costo è ridicolo a fronte della ricchezza esposta. Garantita anche la privacy: non c’è mai nessuno.

Pieve di Ponzone (AL)
Un Sacro Monte in miniatura. Andateci a piedi, in un giorno feriale, in inverno o in primavera. Non c’è nulla di eclatante, ma se sarete soli vi piacerà lo stesso.

Pinacoteca di Tortona (AL)
Di ritorno dalla mostra di Caravaggio, o da qualunque altra, concedetevi una pausa intelligente. Ospita opere importanti di Pelizza da Volpedo, Balla, Morbelli, Segantini. Gratis.

Lago d’Orta
Non consultate il “cosa vedere a …”. Andateci e basta, possibilmente nel primo autunno, possibilmente in un giorno feriale. È da vedere tutto.

Palazzo Mazzetti di Asti
Qualunque località disti almeno 30 chilometri da Alessandria merita senz’altro di essere visitata. Asti è tra queste, e ci aggiunge mostre piacevoli e poco pretenziose. Da gustare con calma, senza calche.

SITI INTERNET

www.tecalibri.info
Una immensa tavolata di assaggini, pagine scelte con dovizia, che stuzzicano l’appetito per libri spesso scomparsi da tempo dalla circolazione (e che a volte salutarmente lo smorzano)

www.dietroleparole.it
Recensioni intelligenti di libri eccezionalmente intelligenti. Sono centinaia, e nella maggior parte dei casi appartengono a letterature quasi sconosciute. Fatte per invogliare a leggerli, e non a darli per scontati.

https://finimondo.org/
Anarcoide, più che anarchico, ma offre suo malgrado anche interventi e documenti storici interessanti. Da sfogliare senza troppe aspettative e con un po’ di nostalgia (per l’anarchismo intelligente).

www.farwest.it
Un esempio di ciò che potrebbe e dovrebbe essere la rete. Anche se non siete appassionati del west, non mancherete di divertirvi e di imparare un po’ di storia

www.paesiabbandonati.it
Case e chiese dimenticate dagli uomini e persino dai fantasmi. Testimonianze di vite e di comunità ormai estinte in Liguria e in Piemonte. Istruttivo e struggente.

www.bibliotecaginobianco.it
Riviste, opuscoli, libri di storia e di politica, dagli ultimi decenni dell’800 al secondo dopoguerra del ‘900, nell’epoca in cui si ciclostilavano le idee per un impegno sociale e politico differente.

www.doppiozero.com
Quando un sito è meglio di riviste e programmi culturali.

www.frizzifrizzi.it
Sito inesauribile di spunti dove trovare immagini su libri, arte, riviste, design, riviste e quant’altro possa interessare chi ama la carta stampata.