punti di vista

Suggeriamo qualche opportunità di divertimento intelligente, un po’ fuori dalla mischia mediatica. Non per presunzione, ma per stimolare punti di vista sempre e comunque storti!

Punti di vista – Natale 2020

 

Punti di vista – Natale 2019

Ormai è strenna tutto l’anno, ma quella che avete tra le mani è una strenna autentica, tradizionale, natalizia: un tempo le facevano l’UTET (bellissime) e il mio parrucchiere (altrettanto belle, ma dal contenuto un po’ diverso). È un regalo per gli amici di sguardistorti, che va a sommarsi a tutti quelli che abbiamo cercato di offrire sino ad oggi. A differenza degli altri regali natalizi (escludendo dal novero i libri) questo vorrebbe essere utile. Ma a renderlo davvero tale dovrete essere voi.

 

INDICE

Libri 3

Storia 11

Politica 11

Luoghi 12

Poeti 14

Film 15

Siti internet 17

Righini’s Corner 19

Libri

Mauro Agnoletti, Storia del bosco. Il paesaggio forestale italiano, Laterza 2018
Il bosco italiano è legato all’uso che nei secoli l’uomo ne ha fatto, quindi è anch’esso un prodotto culturale, che evolve con le relazioni umane. Considerato lo stato attuale del paesaggio, probabilmente le “selve oscure” hanno smarrito pure loro la “diritta via”.

Ivo Andric, La cronaca di Travnik, Mondadori 2001
A volte un romanzo vale molto più di dieci libri di storia per capire le vicende di un’epoca, di un popolo o di un paese. In questo caso il paese è la Bosnia, l’epoca è quella napoleonica, il popolo è un collage di etnie, di religioni e di tradizioni reciprocamente incompatibili. E non può essere che tragedia.

John Berger, Confabulazioni, Neri Pozza 2017
Storti sguardi sullo scrivere, disegnare, fotografare e pensare di un autore curioso, disposto ad imparare e a discutere su tutto. Un Viandante honoris causa.

William Blacker, Lungo La Via Incantata, Adelphi 2012
Dopo aver letto questo libro vien voglia di emigrare in Romania. Ma nella Romania di trent’anni fa, dell’immediato dopo-Ceausescu e di prima che ci arrivassero gli imprenditori italiani.

Alan Bennett, Nudi e crudi, Adelphi 2001
Bennet è il concentrato dello humor inglese, raffinatissimo e crudele. Qui dà il meglio di sé. Il mondo è idiota, sembra voler dire: e non incontra certo difficoltà a dimostrarlo.

Alan Bennett, Una vita come le altre, Adelphi 2010
Come tante altre. Condizionata da piccoli (o grandi) segreti di famiglia, costellata di contrattempi, perdite, infortuni. Un Bennett poco umoristico, ma molto sincero, quasi spietato con se stesso e con gli altri.

Julia Blackburn, Cavalcare il coccodrillo, Bollati Boringhieri 1993
La vita assolutamente eccentrica di un viaggiatore e naturalista dei primi dell’Ottocento, in guerra perenne con le convenzioni del suo tempo. Più straordinario del barone di Munchausen.

Attilio Brilli, Il grande racconto del favoloso Oriente, Il Mulino, 2020
Se avete un’amica, un’amante, una madre (sono politicamente scorretto, ma va bene così) che non sanno cosa regalarvi per Natale, suggerite questo. Se la cavano con 48 euro. Se invece siete fortunati come me lo trovate al Libraccio per meno della metà, e allora ve lo regalate da soli.

Bill Bryson, Breve storia del corpo umano, Guanda, 2019
È sempre Bryson, anche quando parla di scienza. Mi avessero raccontato il corpo umano così, quando ero al liceo, mi sarei laureato in Biologia.

Dario Bubola, Silenzi, I disgeli, 2017
La montagna in piccole cose. Brevi racconti dove il rapporto con la natura è narrato in tutta la sua spigolosità, ma il fascino di quelle terre, di quelle rocce, di quelle nevi rimane inalterato.

Leonardo Caffo, Quattro capanne o della semplicità, Nottetempo 2020
Thoreau, Kaczynski, Le Corbusier e Wittgenstein: quattro protagonisti degli ultimi secoli raccontati attraverso i rifugi in cui hanno preso forma i loro pensieri.

Enrico Camanni, Alpi ribelli. Storia di montagna, resistenza e utopia, Laterza 2016
Attraverso le vicende di protagonisti della montagna s’indagano diversi modi di resistenza ai soprusi e al potere costituito. Una disposizione innata nei molti che abitano i monti, ma soprattutto li frequentano per passione. La montagna può tracciare confini alla mente, ma più spesso apre lo sguardo verso nuovi orizzonti.

Roberto Casati, La lezione del freddo, Einaudi, 2017
Un filosofo delle scienze cognitive anestetizza la calura estiva con l’esperienza quotidiana del freddo. Un’avventura estrema, a cui non siamo più abituati.

a cura di F. Cosi e A. Repossi, Del camminare e altre distrazioni. Antologia per viandanti e sognatori, Ediciclo, 2017
Racconti di scrittori del calibro di Weels, Rousseau, Maupassant, Woolf e Twain. Differenti modi di narrare e filosofeggiare sul gesto quotidiano del camminare. Le illustrazioni sono di Guido Scarabattolo, che per anni ha illustrato le copertine di Guanda. Semplici ma efficaci.

Stig Dagerman, Perché i bambini devono ubbidire?, Iperborea, 2013
Per Dagerman i bambini diventano, col tempo, gioie, ma solo per chi riesce ad entrare nel loro mondo ed accetta delle regole imposte, comunque, da loro. Dagerman non aveva figli. In compenso, scriveva benissimo.

Roger Deakin, Diario d’acqua, EDT, 2011
L’Inghilterra attraversata a nuoto. Fiumi, torrenti, laghi, stagni, persino fossati: ogni specchio d’acqua è buono per tuffarsi, nuotare e immergersi nella storia più umida e fresca di quel paese.

Roger Deakin, Nel cuore della foresta, EDT, 2008
In tempi di pandemia, il vero antidoto è scoprire quanta vita possono offrirti i boschi dietro casa, e quanto sia importante difenderli

Mathijs Deen, Per antiche strade, Iperborea, 2020
Le strade d’Europa diventano storie, e l’autore ci accompagna a conoscere le vite di personaggi incredibili. Vien voglia di partire subito.

Erri De Luca – Nives Meroi, Sulla traccia di Nives, Feltrinelli, 2016
Lo scrittore e l’alpinista si confrontano sul tema della montagna. Emerge la determinazione di questa donna che col marito scala tutte le vette più alte del mondo senza ossigeno e assistenza. Il perché è compreso solo da chi le ama.

Friedrich Dürrenmatt, La promessa, Feltrinelli 2013
C’è tutto per un giallo teso e angosciante. Ma non è un giallo. Forse è una raccapricciante metafora dell’esistenza umana, del suo mistero. Sia quel che vuole, vi terrà in apnea sino all’ultima pagina.

Gerald B. Edwards, Il libro di Ebenezer Le Page, Elliott, 2007
Un capolavoro semi-sconosciuto. Una vita intera trascorsa sull’ isola di Guernsey, nella Manica, dove aveva vissuto anche Victor Hugo. Parenti quanto meno originali, faide e amicizie, amori e avventure. C’è tutto, raccontato magnificamente a mezza voce.

Gian Luca Favetto, Premessa per un addio, Enne Enne, 2016
Ogni domanda è l’ingresso di un labirinto. Con la risposta inizia il cammino”. Cercare di districare la matassa dei propri dubbi è il motivo che impone ad un geografo italiano di partire per New York alla ricerca dell’inizio del gomitolo.

Federico Ferretti, Il mondo senza la mappa, Zero in Condotta 2007
La cartografia piana schiaccia la realtà riducendo tutto a simboli e linee, funzionali solo a una lettura politica. Élisée Reclus propugnava l’uso di modelli tridimensionali, con i quali trasmettere l’idea che fiumi e catene montuose non segnano dei confini tra gli uomini ma, al contrario, li mettono in comunicazione.

Claudio Giunta, Una sterminata domenica, Il Mulino, 2013
Esemplificazioni puntuali dello sfascio: situazioni apparentemente marginali, personaggi di secondo piano, furberie di bassa lega, da poveracci, che radiografano la malafede di fondo della società italiana. Ci ricordano che esiste una complicità diffusa, una partecipazione di massa al trionfo dell’imbecillità.

Eric Gobetti, Nema problema!, Miraggi ed., 2011
Dieci anni di viaggi in Jugoslavia, a piedi, in autostop, con quel che era rimasto dei mezzi pubblici dal 2000 al 2010. Il racconto quasi fotografico di rancori assurdi e devastanti. Quel che ci attende se continueremo anche noi di questo passo.

Gianni Guadalupi (a cura di ), Orienti, Feltrinelli, 1989
Bocconcini di viaggi ottocenteschi, per rieducare il palato con i sapori esotici di mondi ormai perduti. Conoscevate il Lazistan e la Circassia?

Thorkild Hansen, Arabia felix, Iperborea, 1993
Il racconto di una spedizione scientifico-esplorativa nello Yemen nata male e finita peggio, con un solo superstite. Ma è anche il racconto di sogni, illusioni e fallimenti che hanno da sempre spinto gli uomini a cercare nell’altrove una impossibile felicità.

William H. Hudson, Un mondo lontano, Adelphi, 1974
La giovinezza di un grande naturalista, libera e selvaggia, vissuta nella pampa argentina nella prima metà dell’Ottocento. Se vi chiedete come potessero esistere fino a un secolo fa uomini di quella tempra, qui trovate le risposte.

Washington Irwing, Viaggio nelle praterie del West, Spartaco, 2013
L’ovest americano percorso prima della creazione del mito. Uomini, cavalli, indiani, rigorosamente raccontati in bianco e nero. Dall’autore americano più ingiustamente misconosciuto dalle nostre parti.

Daniel Kehlmann, La misura del mondo, Feltrinelli, 2006
Raccontate senza alcuna volontà dissacratoria, ma con una eccezionale capacità di ironia, le vite parallele di due monumenti della scienza come Alexander von Humboldt e Carl Friedrich Gauss escono dal museo delle cere e ci commuovono e ci divertono.

Franco La Cecla, Elogio dell’Occidente, Elèuthera, 2016
Contro il singhiozzo dell’uomo bianco. Come le colpe della civiltà occidentale siano diventate per i suoi detrattori un alibi al disfattismo e per i suoi nemici una vittimistica giustificazione all’intolleranza.

Filippo La Porta, Maestri irregolari, Boringhieri 2007
Ci sono tutti, quelli che vanno conosciuti (Camus, Koestler, Orwell, Arendt, ecc.) e anche qualcuno meno indispensabile (Pasolini). Per continuare ad avere fiducia nell’intelligenza umana, anche dopo Salvini e Di Maio.

Salvatore La Porta, Lee is more, Saggiatore, 2018
Alcuni riescono a non possedere nulla. Non mi riferisco a chi ne è costretto, ma di coloro che scelgono di non avere niente (due esempi, Mark Twain e Arthur Rimbaud). Questo non è un manuale new age di discipline zen, ma semplicemente il racconto di una scelta etica in cui si preferisce negarsi la zavorra dei beni imposti, per cercare altro.

Bernard Lewis, Le molte identità del medio oriente, Il Mulino, 2000
Il Medio Oriente è l’area della terra della quale sentiamo più frequentemente parlare, e della quale in realtà sappiamo meno. Lewis ci aiuta quanto meno a renderci conto del perché non ne capiamo un accidente.

Sara Luchetta, Dalla baita al ciliegio, Mimesis, 2020
La natura in montagna, la memoria e la mobilità dei suoi abitanti sono i punti focali della narrativa di Mario Rigoni Stern.

William Bryant Logan, La quercia. Storia sociale di un albero, Bollati Boringhieri, 2008
L’evoluzione sociale ed economica dell’uomo fu favorita dalla presenza (o meno) in un determinato territorio della quercia, presa come emblema di come il progresso dell’uomo sia strettamente legato al suo habitat.

Giuseppe Mendicino, Portfolio alpino, Priuli & Verlucca, 2018
Buzzati, Castiglioni, Zangrandi, Rigoni Stern, Revelli, Livio Bianco, Merlin. Vite spezzate, armonia con la montagna, solitudini e grandi amicizie. Zaini pieni di buon senso, di coraggio e di responsabile solidarietà.

Luca Molinari, Le case che siamo, Nottetempo, 2020
Le abitazioni sono il guscio e parlano di noi. Sono rifugio, per alcuni prigione. Ogni tanto è bene aprire le finestre per cambiare aria. Se non basta bisogna abbatterle per ricostruirne una a nostra misura.

Elisabetta Orsini, Atelier. I luoghi del pensiero, Moretti & Vitali, 2012
In un tempo in cui l’atto creativo è demandato all’uso di strumenti digitali, l’autrice esplora invece gli studi di scrittori e pittori di un tempo un cui la fisicità del luogo era parte integrante del narrare e del dipingere.

George Orwell, Nel ventre della Balena, Bompiani, 2013
Da Libro contro sigaretta ai Ricordi di libreria, dalla guerra di Spagna alla difesa del romanzo e alla fucilazione dell’elefante. Per chi ama Orwell, il top della sua scrittura. Per chi ancora non lo conosce, l’occasione migliore per cancellare questa vergogna.

Antony Pagden, Mondi in guerra, Laterza, 2009
Duemilacinquecento anni di conflitto tra Oriente e Occidente. Dalle guerre persiane alla globalizzazione, dalla nascita delle frontiere alla loro caduta, e alla loro reinvenzione. Quanto a litigiosità, non ci siamo fatti mancare nulla.

Cesare Panizza, Nicola Chiaromonte. Una biografia, Donzelli, 2017
A proposito di rimozioni. Questo paese ha prodotto anche intellettuali capaci di pensare con la loro testa. Che infatti hanno vissuto quasi sempre fuori, e lì sono conosciuti e apprezzati.

Francesco Piccolo, Allegro occidentale, Einaudi, 2003
Piccolo è il nostro Wallace in sedicesimo. Racconti e reportage esilaranti proprio per il loro realismo. E se non vi bastano, potete regalarvi anche Storie di primogeniti e figli unici.

Leonardo Piccione, Il libro dei vulcani d’Islanda, Iperborea, 2019
Per amanti delle mappe e delle storie che le mappe raccontano, soprattutto quelle degli iperattivi vulcani islandesi. L’intelligenza, se è umile e genuina, diverte sempre.

Pier Paolo Poggio, L’altro Novecento. Comunismo eretico e pensiero critico, Jaka Book, 2010
Il primo di sei volumi fondamentali per fare l’autopsia della Sinistra, prima di decidere se tumularla. Incredibilmente si scopre un mondo di gente seria. E si trova anche qualche organo sano, che varrebbe la pena trapiantare.

Vladimir Pozner, Il barone sanguinario, Adelphi, 2012
La storia incredibile del barone Roman Von Ungern-Sternberg, un pazzo furioso, antisemita e misogino, che combatte in Siberia con truppe bianche durante la guerra civile russa e arriva quasi a fondare un impero buddista.

Felice Pozzo, Un viaggiatore in braghe di tela, CDA Vivalda, 2003
Di personaggi strani e avventurosi, del calibro di Augusto Franzoj, potremmo vantarne a bizzeffe anche noi italiani. Ma a differenza degli anglosassoni li abbiamo nascosti dietro un muro di retorica e di perbenismo peloso. Vale la pena cominciare a riscoprirli. Un viaggio vero verso la libertà, che si legge come un romanzo.

W.G. Sebald, Gli anelli di Saturno, Adelphi, 2010
Un allucinato viaggio estivo, a piedi, attraverso l’Inghilterra e la memoria. Che si mescola ad altri viaggi, di altri tempi, per raccontare la “storia naturale della distruzione”.

W. G. Sebald, Vertigini, Adelphi, 2003
Se uno degli scopi inconfessati del viaggio è perdersi, questo libro ne è il perfetto manuale. Viaggiare alla maniera di Sebald significa aprirsi porte nel tempo, fare pezzi di cammino con i compagni di strada più impensati, ma soprattutto accompagnarsi con se stessi in un costante recupero delle vite anteriori.

Hubert Selby jr., Canto della neve silenziosa, Feltrinelli, 2002
Quindici racconti delicatissimi e stupendi, e hanno tutti per protagonista Harry. Ma mai lo stesso Harry. Perché gli americani sanno scrivere bellissime storie brevi, e noi no?

Fredrik Sjöberg, L’arte della fuga, Iperborea, 2017
Gunnar Widforss, acquarellista svedese. tra fine ‘800 e inizio ‘900 dipinse i parchi americani, per poi essere dimenticato. Ma probabilmente di questo non gli è importato molto. La sua era una fuga alla ricerca del bello, e lo ha trovato.

Paolo Spinicci, Itaca infine, Mimesis, 2016
Si possono leggere i classici in molti modi. Quello proposto da Spinacci è senz’altro il migliore. Non far dire loro quello che vogliamo noi, ma usarli da trampolino per la nostra fantasia.

Osvaldo Soriano, Triste, solitario y final, Einaudi, 2015

Philip Marlowe, che investiga per Stan Laurel e Oliver Hardy, si scontra con John Wayne e ridimensiona Charlie Chaplin. Un piccolo gioiello della parodia. Chi come me lo possiede nell’edizione Vallecchi del 1974 ha in casa l’equivalente di un Van Gogh.

John Steinbeck, Furore, Bompiani, 2004
Uno alla volta dovremo rispolverare tutti i libri di Steinbeck, un maestro liquidato con ignominia da una sinistra che non lo leggeva, e se lo leggeva non lo capiva. Da proporre come lettura per le ultime classi dei licei, a far capire quale possa essere la forza della letteratura.

George Steiner, Una certa idea di Europa, Garzanti, 2006
Un libretto minuscolo e delizioso, da leggere in venti minuti e rileggere ogni venti giorni. Spiega cos’è davvero l’Europa, ma così bene da farti anche capire perché non esiste più.

Gianmaria Testa, Da questa parte del mare, Einaudi, 2016
L’altro è ciò che non ci spaventa di noi stessi. Le esperienze di un cantautore schivo e ironicamente intelligente con chi arriva da culture molto diverse dalla sua. Senza pose profetiche o anarchismi da salotto. Un libro piccolo ed intenso.

Michael Tomasello, Altruisti nati, Bollati Boringhieri, 2010
È una sintesi delle idee di Tomasello, uno psicologo e antropologo evoluzionista americano, Potrebbe indurvi a leggere gli altri suoi libri, e se non accadrà, avrete almeno letto questo.

Enzo Traverso, Malinconia di sinistra, Feltrinelli, 2016
Di questi tempi, nessun altro titolo potrebbe essere più azzeccato. Traverso è un gaviese che insegna in Francia, e già questo è una garanzia di serietà. Non aspettatevi un’analisi: sono ritratti, di persone e di cose. Del resto, cosa rimane da analizzare?

Attilio Veraldi, La mazzetta, Rizzoli, 1976
Assieme a “La donna della domenica”, il più bel poliziesco italiano di sempre. Senza superdetective, popolato solo di poveri cristi, di politici e funzionari corrotti, di malavitosi grandi e piccoli, tra appalti e mazzette. Insomma, l’Italia di oggi.

David F. Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più, Minimum fax, 2017
Non fatevi venire in mente di leggere Infinite Jest di Wallace, non ne uscireste vivi, ma questo non dovete assolutamente perderlo. Le compagnie di navigazione crocieristica hanno messo una taglia sull’autore.

Wim Wenders, Una volta, Contrasto, 2015
L’analisi di Wenders della fotografia è illuminante. Le fotografie sono racconti, sono immersioni negli spazi rappresentati. La fotografia racconta, disegna, ispira. Oggi è ancor più difficile fare questo per l’inflazione del mezzo e per la sovraesposizione d’immagini a cui siamo sottomessi.

Simon Winchester, L’uomo che amava la Cina, Adelphi, 2010
Joseph Needham era un biochimico, un comunista, un amante dei balli tradizionali, praticamente un bigamo, un diplomatico e un sacco di altre cose: ma è soprattutto il curatore (e in parte l’estensore) di un’opera eccezionale e unica su “Scienza e civiltà in Cina”.

Storia

Laurie Lee, Un momento di guerra, Adelphi, 2018
Nel 1937 Laurie Lee va a combattere in Spagna. Aveva raccontato il paese due anni prima, povero, splendido e rovente, in Un bel mattino d’estate: lo ritrova ora gelido, devastato e ostile. Nessuna epica, solo un brutale disincanto.

Aleksandr Herzen, Il passato e i pensieri, Adelphi, 1996
Le origini del socialismo e del populismo (quello ottocentesco, utopistico, non idiota). Herzen è uno degli sconosciuti più illustri della nostra storia (anche di quella italiana). Da leggere prima che qualcuno ci faccia un film.

Tony Judt, Postwar, Laterza, 2015
Millecento pagine stupende per raccontare il secondo novecento. Cioè per parlare della nostra vita. Judt narra la storia praticamente in diretta, prima che le astuzie della memoria la cancellino. Narrava, perché è morto nel 2010 e nessuno qui da noi se n’è accorto.

Tony Judt, Quando i fatti (ci) cambiano, Laterza, 2020
Per favore, leggete Tony Judt”: titolo e articolo la dicono lunga. 

Politica

Piero Calamandrei, Lo Stato siamo noi, Chiarelettere, 2011
È sempre il momento giusto per leggerlo e rileggerlo per dare ancora un senso alla politica. E per negarlo quindi ai politici.

Jack London, Il senso della vita (secondo me), Chiarelettere, 2017
Nella prima parte alcuni articoli politici scritti ad inizio Novecento, dai quali emerge l’entusiasmo per l’universo socialista dell’epoca. Nella seconda due brevi racconti, sempre a sfondo sociale. London senza lupi.

Michael Pollan, Il dilemma dell’onnivoro, Adelphi, 2008
Anche considerando assurdi gli integralismi alimentari si dovrebbero fare scelte di alimentazione responsabili. C’è differenza tra ciò che accade negli allevamenti intensivi e in quelli attenti al “naturale” ciclo di vita dell’animale. Alimentarsi può essere un gesto consapevole, un atto politico. Almeno in questo possiamo fare la differenza.

Poeti

Abbas Kiarostami, Un lupo in agguato, Einaudi, 2003
Regista, ma anche scrittore di brevi e illuminanti poesie: “Come / posso dormire tranquillo / se il tempo non si ferma / un attimo nel sonno?

Susanna Tartaro, Haiku e Saké . In viaggio con Santōka, Add, 2016
Il cammino raccontato in tre versi da un pellegrino d’inizio Novecento, vivendo di elemosine, haiku e saké. “Stanotte niente saké / Sto seduto semplicemente / a guardare la luna.” 

Luoghi

Anello delle Ginestre (AL)
Da Acqui Terme a Cavatore e rientro. Nulla di spettacolare, ma molto di istruttivo (a volerlo cogliere). Si toccano con mano (e piedi) le occasioni perdute di non rovinare il mondo e la nostra esistenza.

Fondazione Ferrero ad Alba (CN)
Questa è decisamente più conosciuta. Al di là dell’eccellenza nella scelta dei temi e negli allestimenti, e del fatto, sorprendente e non secondario, che il tutto sia gratuito, è uno splendido esempio di integrazione dell’industria nel territorio e di promozione culturale intelligente.

Palazzo Monferrato di Alessandria
Da tenere d’occhio. Ogni tanto propone qualche mostra, di quelle fuori circuito, badando bene a non farlo sapere in giro. Fate finta di nulla ed entrate lo stesso. Sarete soli, avrete agio di gustare tutto in perfetta tranquillità, e non mancheranno le sorprese.

Palazzo Mazzetti di Asti
Qualunque località disti almeno 30 chilometri da Alessandria merita senz’altro di essere visitata. Asti è tra queste, e ci aggiunge mostre piacevoli e poco pretenziose. Da gustare con calma, senza calche.

Barolo (CN)
Arrivarci è più affascinante che visitare il paese, tutto ristoranti e vinerie: si godono panorami che nulla hanno da invidiare alla Toscana. Merita sempre, anche se in questo periodo ospita l’ennesima esposizione sugli impressionisti: il bookshop offre cataloghi rari di vecchie mostre a solo 5 euro.

Romanico piemontese (AT)
Da Montiglio a Cortazzone, a Montafia, Marentino, Albugnano, Tonengo, Brusasco, con sosta estatica a Vezzolano. Un tour nelle colline dell’astigiano per chi ama la bellezza e il silenzio. Finché dura.

Fabbricazioni nucleari. Nuove tecnologie e servizi avanzati a Bosco Marengo (AL)
Di avanzato ci sono appunto le scorie radioattive. Questo ne è il più grande deposito in Italia. Da vedere, magari non troppo da vicino, per ricordare che elegante pattumiera sia diventato il nostro paese.

Ricetto di Candelo (BI)
Vicino a Biella. Questo non è un consiglio, è un imperativo. Quando confesso che non l’ho ancora visto tutti gli amici dicono: “Devi andare!” A mia volta lo giro. Quando decideremo saremo legioni.

Museo d’Arte Orientale “Chiossone” di Genova
Nel centro di Genova batte un cuore orientale, in una raccolta di opere giapponesi che va dalle armature alle porcellane, dai costumi, alle sculture. Il costo è ridicolo a fronte della ricchezza esposta. Garantita anche la privacy: non c’è mai nessuno.

Museo della carta a Mele (GE)
Per 500 anni “in Europa altra carta non s’adopra che quella de’ Genovesi”, dicevano gli antichi mercanti. Questa vecchia cartiera testimonia il livello della manifattura cartaria genovese nei secoli XVI e XVIII. Mele principale polo cartario dell’Europa dell’epoca.

Giro del vecchio acquedotto genovese (GE)
Da Molassana al nulla, e ritorno. Una immersione in quel che era, che avrebbe potuto essere e che non è assolutamente più, l’immediato retroterra genovese. Una passeggiata facile e straniante.

Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni a Broletto di Novara
Novara è conosciuta solo per la disfatta nella prima guerra d’indipendenza. Meriterebbe di più. Ha un bellissimo centro storico. E meriterebbe di essere più conosciuta anche la Galleria di Arte Moderna. Vi è rappresentato tutto il nostro Ottocento, e buona parte (o la parte buona) del Novecento.

Lago d’Orta (NO)
Non consultate il “cosa vedere a …”. Andateci e basta, possibilmente nel primo autunno, possibilmente in un giorno feriale. È da vedere tutto.

Pieve di Ponzone (AL)
Un Sacro Monte in miniatura. Andateci a piedi, in un giorno feriale, in inverno o in primavera. Non c’è nulla di eclatante, ma se sarete soli vi piacerà lo stesso.

Valle della Gargassa a Rossiglione( GE)
L’Arizona e i Monti della Luna a due passi dall’A26. Una lezione di geologia profonda (l’Appennino è più antico delle Alpi), en plein air e a kilometri quasi zero.

Approdo di Rivarone (AL)
A due passi da Alessandria, dove meno te lo aspetti, il Tanaro diventa il Mississippi. Da vedere a maggio, dopo lunghe piogge, con cielo terso e cortina di verde sulle sponde. Da soli, possibilmente.

Roccaverano e Mombaldone (AL)
Non ha solo le formaggette. È un paesino magnifico, e sa fin troppo di essere tale. Nel raggio di pochi chilometri trovate anche un parco dell’arte e un altro stupendo borgo medioevale, Mombaldone. Il tutto a un quarto d’ora da Acqui Terme.

Santo Stefano di Trisobbio (AL) – Strada Mardelloro – Santo Stefano
Diciamo che è eccessivo scomodare un virus per rilevare che a pochi passi da casa ci sono stradine e sentieri sconosciuti. Il cane ha la scusa giusta per accompagnarti in luoghi piacevoli con vista sul Monviso da una parte e sul Tobbio dall’altra. Vedi di non segnare il territorio pisciando lungo il sentiero.

Il Padù di Tagliolo Monferrato (AL)
In un punto difficilmente localizzabile della Colma, su un imprevedibile terrazzo naturale a mezza costa del versante settentrionale, c’è uno stagno inquietante e misterioso, che scompare e ricompare periodicamente. Cercarlo (non necessariamente trovarlo) può essere l’avventura dell’estate.

Pinacoteca di Tortona (AL)
Di ritorno dalla mostra di Caravaggio, o da qualunque altra, concedetevi una pausa intelligente. Ospita opere importanti di Pelizza da Volpedo, Balla, Morbelli, Segantini. Gratis.

Roccaverano e Mombaldone (AL)
Non ha solo le formaggette. È un paesino magnifico, e sa fin troppo di essere tale. Nel raggio di pochi chilometri trovate anche un parco dell’arte e un altro stupendo borgo medioevale, Mombaldone. Il tutto a un quarto d’ora da Acqui Terme. 

Film

Cinque giorni, un’estate, di Fred Zinnemann, USA, 1982
Uno dei film meno conosciuti sulla montagna nonostante uno dei protagonisti sia l’agente 007 dismesso Connery in versione alpinista, ma lontano dai soliti cliché.

Elling, di Petter Næss, 2001
Due ex internati in una clinica psichiatrica sono reintrodotti nel “mondo civile”, a Oslo. Dovranno vedersela da soli, confrontarsi con la vita reale e tentare di superare insieme tutte le loro paure. L’arrivo di una donna, ovviamente, destabilizza la coppia. Elling troverà però la sua pace scrivendo poesie da inserire nelle confezioni di crauti dei supermercati.

Forza maggiore, di Ruben Östlund, Svezia, 2014
Si può giocare la tensione drammatica senza scene madri, partendo da un banalissimo incidente e arrivando al cuore delle nostre paure e ipocrisie. Secco, gelido, angosciante.

Il paradiso probabilmente, di Elia Suleiman, Francia, 2019
Una commedia (?) surreale e assurda, con il protagonista in scena dal primo all’ultimo minuto che pronuncia forse dieci parole. Ma bastano.

La delicatesse, di David e Stéphane Foenkinos, Francia, 2011
La delicatezza, appunto. Come raccontare una storia semplicissima senza essere banali e melodrammatici, senza farci sentire girare le pagine del copione. La domanda è: perché i francesi ci riescono, e noi no?

Nemico di classe, di Rok Bicek, Slovenia, 2013
Per avere un quadro semplice e veritiero della scuola italiana, senza le caricature della Buy e di Silvio Orlando, bisogna vedere un film sloveno. Niente elogio di Franti, studenti presuntuosamente idioti (come sono) e docenti ignavi o mortificati (come sono).

Nomad, di Werner Herzog, Germania, 2020

Questo era fra i film che promettevano bene, ma la seconda clausura ne ha rimandato la visione. Il regista ripercorre alcune viaggi dell’amico Bruce Chatwin. “Il moto è la migliore cura della malinconia” sosteneva lo scrittore. In un momento in cui sono ridotti gli spostamenti, l’immaginarlo diviene un moto perpetuo concesso.

Paterson, di Jim Jarmusch, USA, 2016

Un autista con l’hobby di scribacchiare poesie tratte dalla quotidianità. Apparentemente banale e lento, ma visto e rivisto se ne apprezza la poetica.

Still life, di Uberto Pasolini, Italia-Regno Unito, 2013

Regista inglese, che però si chiama Umberto Pasolini ed è nipote di Luchino Visconti: quanto basta per darsela a gambe di corsa. Invece no. È un film intelligente, malinconico, perfetto nella sua pulizia formale. Ma si fa prima a dire: bello, incredibilmente bello. 

Siti internet

https://artsandculture.google.com/explore
Quando internet permette di provare la sindrome di Stendhal senza pagare nessun biglietto: musei e collezioni di opere d’arte a portata di mouse.

http://www.bibliotecaginobianco.it
Riviste, opuscoli, libri di storia e di politica, dagli ultimi decenni dell’800 al secondo dopoguerra del ‘900, nell’epoca in cui si ciclostilavano le idee per un impegno sociale e politico differente.

www.dietroleparole.it
Recensioni intelligenti di libri eccezionalmente intelligenti. Sono centinaia, e nella maggior parte dei casi appartengono a letterature quasi sconosciute. Fatte per invogliare a leggerli, e non a darli per scontati.

http://www.farwest.it
Un esempio di ciò che potrebbe e dovrebbe essere la rete. Anche se non siete appassionati del west, non mancherete di divertirvi e di imparare un po’ di storia.

https://finestrerotte.blogspot.com/
Il sito “Finestre Rotte” raccoglie le “note sparse” di Giuseppe (Beppe) Rinaldi. Vorremmo condividere il piacere, e il sollievo, che abbiamo provato nel leggere finalmente delle analisi politiche – ma non solo – intelligenti e oneste. Accade così di rado! Un consiglio. Scorrete tutti gli interventi, dal 2012 ad oggi. Avrete un saggio magistrale di presa in diretta sulla Storia (e sulla sua memoria).

https://finimondo.org/
Anarcoide, più che anarchico, ma offre suo malgrado anche interventi e documenti storici interessanti. Da sfogliare senza troppe aspettative e con un po’ di nostalgia (per l’anarchismo intelligente).

http://www.frizzifrizzi.it
Sito inesauribile di spunti dove trovare immagini su libri, arte, riviste, design, riviste e quant’altro possa interessare chi ama la carta stampata.

https://www.internazionale.it/tag/il-bibliopatologo-risponde
Guido Vitiello discetta sull’oggetto libro, sulla lettura e sui bibliofili come lui.

http://www.paesiabbandonati.it
Case e chiese dimenticate dagli uomini e persino dai fantasmi. Testimonianze di vite e di comunità ormai estinte in Liguria e in Piemonte. Istruttivo e struggente.

http://www.piemonteparchi.it/cms/
Uno sguardo sulla realtà dei parchi in Piemonte. Un tempo una gloriosa rivista, ora un sito un po’ annacquato.

http://www.tecalibri.info
Una immensa tavolata di assaggini, pagine scelte con dovizia, che stuzzicano l’appetito per libri spesso scomparsi da tempo dalla circolazione (e che a volte salutarmente lo smorzano)

http://www.w-ikioo.org/
Un’enciclopedia di immagini di storia dell’arte a cui atti

http://www.watercolourworld.org/
Altro sito d’arte, dedicato agli acquerelli, e a un mondo in cui ancora la fotografia non esisteva. Con gli acquerelli non si scrivevano libri, si prendevano appunti, su tutto: che fosse una battaglia, un panorama o un viso femminile. 

Righini’s Corner

Durante le ripetute clausure l’errabondo Vittorio ha continuato a viaggiare con la mente, e per l’anno nuovo ci regala i suoi ultimi percorsi. 
Si possono fare anche senza vaccino.

LIBRI

William Dalrymple, Dalla montagna sacra, Rizzoli, 2002
Gli ultimi cristiani d’oriente, viaggio nella mente bizantina, GRANDIOSO.

Ludovic Escande, L’ascensione del Monte Bianco, Einaudi, 2018
Lui è editor presso Gallimard, non ama la montagna, ma è amico di Tesson: e non poteva che finire così, FOLLE.

Patrizio Nissirio, Atene, cannella e cemento armato. Perrone, 2017
Il più bel “piccolo” libro sulla Atene di oggi, GRAZIOSO.

Slavomir Rawicz, Tra noi e la libertà, Corbaccio, 2011
Fuggito nel 1941 da un Gulag siberiano con sei compagni, dopo un anno di marcia e seimilacinquecento chilometri tra deserti e montagne l’ufficiale polacco Rawicz arriva in India, con altri due soli.

Gerald Russell, Regni dimenticati, Adelphi, 2016
Il rinnovato espansionismo islamico sta facendo sparire in Medio Oriente religioni e culture millenarie. Non basterà questo libro a salvarle, ma almeno ne serberà la memoria.

Goran Schildt, Il mare di Icaro, De Agostini, 1965
Val la pena leggere, se la trovate, tutta la trilogia (Nella scia di Ulisse, Corticelli 1955; Venti anni di Mediterraneo, Feltrinelli, 2005). Viaggi in Mediterraneo e Egeo subito dopo la Seconda Guerra, NOSTALGIA.

Nan Shepherd, La montagna vivente, Ponte alle Grazie
Finalmente una donna che scrive bene di montagna. Perché racconta le sue montagne, quelle della Scozia, i Cairngorm. Monti sconosciuti, altitudini modeste, niente exploit, niente primati, nessuna prima ascensione. La montagna vissuta, anziché sfidata.

Sylvain Tesson, Baku. Elogio dell’energia vagabonda, Excelsior 1881, 2007
Uno dei primi libri di Tesson tradotti in italiano. Un viaggio in bici lungo l’oleodotto Baltu-Tbiliisi-Ceyhan, ILLUMINANTE (il viaggio, non l’oleodotto).

Sylvain Tesson, Beresina. In sidecar con Napoleone, Sellerio, 2015
In sidecar in pieno inverno, da Mosca a Parigi, sulle tracce della ritirata di Napoleone. Freddo e vodka, DIVERTENTE.

Jacques Yonnet, Rue des Maléfices, Libretto, 2004
Se volete conoscere una Parigi che non c’è più, questo è il vostro libro. Un viaggio nel tempo, oltre che nello spazio. Perfetto per i giorni del covid. 

Musica

Alif – Aynama Rtama (2015)
L’attuale musica dell’Egitto, sorprendentemente moderna.

Area Open Project & Fariselli Patrizio – Live In Japan (2020)
Patrizio Fariselli in quartetto ripropone vecchi brani degli Area dei tempi di Demetrio Stratos, e brani dai suoi album solisti, con la bellissima e sorprendente voce di Claudia Tellini.

Brian Eno – Film Music: Crime Pays (1976-2020)
Una bella raccolta della film music del grande genio inglese.

Elbow – Build a Rocket Boys! (2011)
Oggi forse il gruppo inglese più in forma.

Franco Battiato – L’era del cinghiale bianco – 40th Anniversary Remastered Edition (1979-2019)
16 brani contro i 7 originali, per uno dei più grandi album di musica italiana di tutti i tempi.

Gigi – Illuminated Audio (2003)
Bill Laswell e sua moglie Gigi in uno dei migliori album di musica africana mai ascoltata.

Inna Zhelannaya – Izvorot (2010)
Rock-pop russo di oggi, di grande qualità!

Joe Jackson Trio – Live Music Europe (2010)
Scaletta favolosa, incisione fantastica per il sottovalutato Joe. A manetta in auto …

Majid Bekkas – Magic Spirit Quartet (2020)
Il grande suonatore marocchino di guembri, con un gruppo di nord europei, un risultato superbo.

Marisa Monte – Coleção (2016)
La  voce meravigliosa del Brasile più educato.

Nusrat Fateh Ali Khan & Michael Brook ‎– Night Song (1996)
Capolavoro di musica pakistana accompagnata dalla chitarra e dagli effetti di Brook.

Penguin Cafe Orchestra – When in Rome – live (2008)
Una band acustica unica.

Pharoah Sanders and Bill Laswell – With A Heartbeat (2019)
Il battito del cuore sulla calda sonorità di Sanders e la ritmica afro-americana di Laswell.

Soft Machine Legacy – Live at Baked Potato (2020)
Intramontabili, anche con la legacy.

Talk Talk – The Colour of Spring (1986)
Questo album non finisce mai, intramontabile.

The Chieftains Featuring Ry Cooder – San Patricio (2010)
La musica messicana interpretata dal grande chitarrista americano e dai Chieftains, per commemorare la storia del battaglione irlandese San Patricio. Per saperne di più su questa storia, consiglio il bel libro omonimo di Pino Cacucci.

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