La casetta in Canadà (con l’accento)

di Paolo Repetto, 24 gennaio 2026
Anni fa mio cugino, quasi un fratello minore adottivo, dopo un paio di viaggi in Canada aveva seriamente meditato di trasferirsi oltreoceano, preferibilmente nel Quebec. All’epoca ne abbiamo parlato molto: conosceva bene il mio entusiasmo giovanile per i romanzi di James Oliver Curwood e prima ancora per le avventure oltreconfine di Tex (quelle con Gros-Jean), nonché quello tuttora vivo per Il grande cielo e per i film con le giubbe rosse …
Come nasce il pensiero filosofico

di Paolo Repetto, 23 gennaio 2026
Ero abituato da sempre a camminare a testa alta, non per una particolare spocchia ma perché mi piace guardare negli occhi la gente: sono un collezionista di volti e di sguardi. E mi piace anche scoprire o riconoscere i luoghi in cui mi muovo. Ho dovuto però cambiare le mie abitudini, e oggi cammino sempre a testa bassa, gli occhi intenti al marciapiede, per scansare le deiezioni del miglior amico dell’uomo, quelle che il peggior nemico non si sogna assolutamente di rimuovere. Stamane lungo un percorso di trecento metri …
Ariette 29.0: A posto così

di Maurizio Castellaro, 16 gennaio 2026
Si chiama museoterapia ed è ormai considerata un modo per migliorare la qualità della vita, anche di chi ha problemi di salute. Alla base di tutto c’è sempre l’idea che la bellezza può cambiare l’uomo, forse salvarlo. Su questo i filosofi sono sempre stati d’accordo, da Platone a Schelling, da Schopenauer a Nietzsche. Mi chiedo che futuro può avere questa idea in tempi di turismo culturale globale. Ogni anno il Louvre registra quasi 10 milioni di visitatori (una media di 27.000 al giorno). La cartellonistica museale si adegua, e fin dalle prime sale, grazie a cartelli strategici …
Ariette 28.0: Di poppa o di prua?

di Maurizio Castellaro, 2 gennaio 2026
Chiudo l’anno ponendo un interrogativo fondamentale per i nostri tempi: forse non urgente, ma probabilmente interessante per i numerosi etologi che frequentano questo sito.
Siamo uomini di poppa o di prua? Detto altrimenti: perché, al momento di posteggiare l’auto, alcuni di noi entrano sempre nel parcheggio con la parte anteriore e altri, invece, sempre con la parte posteriore? Si tratta di una scelta casuale o, al contrario, questa abitudine rivela qualcosa delle persone che siamo? …
Punti di vista – Natale 2025
Ormai è strenna tutto l’anno, ma quella che avete tra le mani è una strenna autentica, tradizionale, natalizia: un tempo le facevano l’UTET (bellissime) e il mio parrucchiere (altrettanto belle, ma dal contenuto un po’ diverso). È un regalo per gli amici di sguardistorti, che va a sommarsi a tutti quelli che abbiamo cercato di offrire sino ad oggi. A differenza degli altri regali natalizi (escludendo dal novero i libri) questo vorrebbe essere utile. Ma a renderlo davvero tale dovrete essere voi.
sguardistorti n. 39 – dicembre 2025
Vuoti di memoria – Paolo Repetto
Alla ricerca di un impero – Paolo Repetto
Isole e isolamenti – Paolo Repetto
Deiezioni d’artista (dicembre 2025) – Paolo Repetto
Sul riordino (luglio 2025) – Paolo Repetto
Ernesto De Martino, il nichilismo e noi – Giuseppe Rinaldi
Il fine, non il mezzo – Vittorio Righini
I viaggi nel futuro del reverendo Swift – Paolo Repetto
Vuoti di memoria

di Paolo Repetto, 23 dicembre 2025
Ho appena letto l’ennesimo saggio sulla storia della schiavitù (Paul E. Lovejoy, Storia della schiavitù in Africa, Bompiani 2019). È un argomento che mi intriga da sempre, da quando bambino fui sconvolto da La capanna dello zio Tom. L’idea di esseri umani ridotti in una condizione disumana, soggetti a qualsiasi arbitrio, mi faceva inorridire già a sette anni. Col tempo, quando ho realizzato che in quella condizione hanno vissuto da seimila anni a questa parte milioni, anzi, miliardi di sventurati, l’orrore è diventato mostruosità e abominio, qualcosa di intollerabile solo a pensarsi. Parlo di seimila anni perché le prime testimonianze …
Alla ricerca di un impero (dicembre 2025)

di Paolo Repetto, 8 dicembre 2025
Per valutare la qualità della vita in un luogo, sia esso una nazione o una singola città, si sommano e si incrociano diversi criteri, che vanno dal tasso di istruzione a quelli di occupazione o di criminalità, dal reddito pro-capite all’aspettativa di vita, dalla qualità dell’aria e dell’acqua all’efficienza dei trasporti: ma alla fine le graduatorie che ne risultano vedono nelle primissime posizioni sempre gli stessi nomi. Ora, è evidente che queste valutazioni possono essere considerate “oggettive” solo fino ad un certo punto, perché il peso e la rilevanza dei vari parametri dipendono da chi le graduatorie le stila, e qui entrano in gioco un sacco di interessi, (dagli operatori turistici alle compagnie di bandiera …
Isole e isolamenti (ottobre 2025)

di Paolo Repetto, 5 dicembre 2025
Una breve escursione sull’isola dell’Asinara mi ha lasciato parecchi interrogativi e un’impressione tutt’altro che positiva. I dubbi non riguardano la bellezza dell’isola, che persiste a dispetto di tutti gli sforzi fatti degli umani a partire almeno da seimila anni fa per rovinarla. La natura sa opporre resistenza, riadattandosi ogni volta alle diverse condizioni create dal suo peggior nemico. Certo, però, dal paleolitico ad oggi il paesaggio è cambiato molto: le specie animali introdotte dall’uomo e lo sfruttamento insensato del legname hanno diradato …
Deiezioni d’artista (dicembre 2025)

di Paolo Repetto, 22 novembre 2025
Esattamente cinquant’anni fa, nel mese di dicembre, ai tempi del mio primo incarico presso l’Istituto d’Arte di Valenza, ho assistito a una singolare performance artistica messa in scena da un collega. Era un campano, insegnava una disciplina artistica, non ricordo se scultura o disegno, e portava barba e capelli alla bohemienne, un look all’epoca già demodé. Aveva costruito una grande croce in legno, che si caricò sulle spalle per trascinarla fino ad una collinetta di sabbia gelata sulla sponda del Po. Si denudò, rimase con uno straccio avvolto ai fianchi a mo’ di perizoma e si fece legare alla croce con corde che gli stringevano i polsi e i polpacci. Un paio di amici provvidero poi a issare la croce dentro un supporto già predisposto. Rimase appeso giusto il tempo per farsi fotografare per dritto e per traverso, poi si fece “depositare” …
Sul riordino (luglio 2025)

di Paolo Repetto, 21 novembre 2025
Ho trascorso l’intera mattinata a mettere ordine in magazzino. In questa stagione la mattinata è lunga, inizia alle 6:30, quindi avevo grandi aspettative. Il risultato però non è all’altezza. Quando a mezzogiorno esco, volgendo indietro un ultimo sguardo per vedere l’effetto, stento a capacitarmi di aver trafficato per sei ore lì dentro, visto che non ho sistemato alcunché e il grande sgombero ha prodotto solo uno striminzito sacchetto di rifiuti. Il problema è che il magazzino non è un vero magazzino: lo chiamo così per distinguerlo dal garage, ma in realtà è un deposito per tutti gli utensili, metà dei quali fuori uso, un ricovero per mobili che si tarlano in attesa di restauro e per imballaggi e materiali di scarto …
Ernesto De Martino, il nichilismo e noi

di Giuseppe Rinaldi, 12 novembre 2025
In un volume collettaneo di Ernesto de Martino, intitolato Furore, simbolo, valore, si trova un breve articolo intitolato Furore in Svezia, che contribuisce al titolo stesso della raccolta. Il furore cui si fa riferimento è un episodio accaduto nel 1956, durante il capodanno, nel centro di Stoccolma: cinquemila adolescenti abbigliati con giubbe di cuoio si erano scatenati e avevano tenuto la strada, molestando i passanti, rovesciando automobili, frantumando le vetrine ed erigendo barricate. Si ebbero scontri violenti …
Il fine, non il mezzo

ricordo di Giorgio Bettinelli
di Vittorio Righini, 8 novembre 2025
Giorgio Bettinelli (Crema, 15/05/1955 – Jinghong, 16/09/2008) è, credo, lo scrittore di viaggi italiano meno noto agli amanti del genere, e penso per una ragione precisa: perché lo conoscono prevalentemente quelli che hanno uno scooter Vespa, vecchia o nuova, giacché lui il mondo che ha raccontato nei suoi libri l’ha girato e rigirato in Vespa. Temo appunto che molti non l’abbiano letto perché i suoi libri sembrano destinati ai motociclisti. No, la Vespa è davvero solo il mezzo, non il fine; se ne parla il minimo indispensabile …
I viaggi nel futuro del reverendo Swift

di Paolo Repetto, 1° novembre 2025
Ci voleva l’ennesima personalissima emergenza sanitaria per indurmi a rileggere I viaggi di Gulliver, In realtà non si è trattato di una rilettura, perché la prima volta, più di sessant’anni fa, avevo tra le mani una versione ridotta, tanto ridotta da farlo sembrare un libro di avventure. Mi sono trovato a leggere in effetti un libro completamente nuovo, e a rimpiangere di non averlo fatto prima …
sguardistorti n. 38 – ottobre 2025
Pubblicare? – Paolo Repetto
Ariette 27.0: Quel che non ha rimedio – Maurizio Castellaro
La lingua batte … – Nicola Parodi
Ceci n’est pas un essai! – par le non auteur Giuseppe Rinaldi
La via per il cavagno colmo – Fabrizio Rinaldi
La fine di un Mondo – Giuseppe Rinaldi
Ariette 26.0: Ripensandoci – Maurizio Castellaro
Perché non possiamo non dirci democratici – Giuseppe Schepis
Tsundoku – Breve Respiro – Vittorio Righini
sguardistorti n. 37 – agosto 2025
Fine della pacchia – Paolo Repetto
Nei momenti di malumore – Paolo Repetto
Doppio Stevenson – Paolo Repetto
CaviaLinus – Paolo Repetto
Nuovi record e antiche paure – Paolo Repetto
L’estate del nostro scontento – Paolo Repetto
Occidente senza pensiero – Giuseppe Rinaldi
Indietro di un anno (o di un secolo?) – Vittorio Righini
Il fenomeno vago della postverità – Giuseppe Rinaldi
Perché una statua in piazza? – Paolo Repetto
Ricominciare da capo
di Paolo Repetto, 25 aprile 2025
Non sono granché espansivo e non amo i superlativi. Il complimento più sentito che arrivo ad esprimere è: “Sei una brava persona”. E nemmeno questo lo spendo spesso, non perché sia particolarmente esigente (insomma, forse solo un po’) ma perché ritengo che anche la stima, come il disprezzo, vada distribuita con parsimonia, per lo stesso motivo: perché sono in molti a meritarseli (non è mia, l’originale è di Chateaubriand). Lo uso quindi solo eccezionalmente, con chi magari ho occasione di frequentare per un breve periodo e la prospettiva di non rivedere più; gli altri, coloro che mi conoscono bene, non hanno bisogno che esterni il mio apprezzamento: voglio credere che lo sentano. Io ritengo che esistano le “brave persone”, nell’accezione più inclusiva di questa qualifica, così come esistono esseri spregevoli, e che tanto le une che gli altri non siano resi tali dall’ambiente, dai condizionamenti famigliari, dalle circostanze o dallo status sociale …
Indietro tutta! (2024)
di Paolo Repetto, 14 dicembre 2024
Indietro tutta! (introduzione)
Uno spasso infinito
Nelle nuvole
Thalatta! Thalatta!
Wilkie Collins. Donne, diamanti e passeggiate oziose
I romanzi gialli e gli autori inglesi (parte ottava)
Confessioni di un anglomane
Courrier des livres
Fuochi d’autunno (2024)
Fuochi d’autunno (introduzione)
Giorni perfetti
La retorica e la “Gramatica”
Fuori quota
Prega coi lupi
Rassegne e rassegnazione
Un americano alla prova dei truck stop
Ancora lui! Tutto il Bryson che dovreste conoscere
Prospettive (a/o)ccidentali
Trecento!
Alla frutta
I gelsi e noi
catalogo della mostra svolta a Castellazzo Bormida il 12 e 13 ottobre 2024
Sollevando lo sguardo durante le peregrinazioni nelle nostre campagne ci siamo spesso imbattute nella discreta presenza di forme a tratti spettrali nel baluginante fluttuare delle nebbie invernali, rattrappite e quasi urlanti dopo le drastiche potature all’inizio della primavera e tuttavia nel giro di poche settimane testimoni di rinnovato vigore con una esplosiva fioritura di virgulti. Poi ancora ne abbiamo ammirato il manto lussureggiante di fogliame e frutti in un contrasto ardito con l’arsura estiva dei campi …
In concomitanza con la mostra-rassegna delle loro attività (la prima, e con ogni probabilità anche l’unica) i Viandanti delle Nebbie offrono ai “followers” una strenna natalizia. L’idea iniziale prevedeva una plaquette sul modello dei vecchi calendarietti profumati dei barbieri, per i quali proviamo tanta nostalgia (per i libretti, ma anche per i barbieri): poi abbiamo optato per una linea meno frivola. Distribuiremo quindi cinquanta libretti (il che significa presumere, molto ottimisticamente, un numero di lettori doppio rispetto a quelli del Manzoni) che vogliono suggerire da dove arrivano i Viandanti, chi c’è idealmente alle loro spalle. …
Mostra “sentieri in utopia“
Dal 3 all’11 dicembre i Viandanti usciranno dalle nebbie (che sono state sino ad oggi il loro naturale habitat, e lo saranno ancora per il futuro) per proporre una testimonianza del loro operato in cinque lustri di esistenza. Non è una vetrina promozionale: non siamo depositari di verità, non imbandiamo sapienza, non cerchiamo adepti, non chiediamo finanziamenti. Semplicemente, dal momento che il sodalizio esiste da oltre un quarto di secolo, ci teniamo a far sapere a chi già ci conosce che è ancora vivo, e a chi ancora non ci conosce che ci siamo anche noi. …
I Quaderni danno spazio a voci libere ed autentiche attraverso articoli e approfondimenti.
Gli Album nascono come cataloghi delle nostre mostre, poi evolvono per rivenire reportage di viaggi o affondi sul significato dell’immagine fotografica.
Nella Biblioteca trovi testi di pensatori pochissimo conosciuti, o sconosciuti del tutto, difficilmente reperibili in commercio , oppure antologie realizzate dai curatori del sito saccheggiando la rete.
Sottotiro era una rivista nata nei primi anni novanta dello scorso secolo con l’intento di costituire un tramite e un luogo di contatti, di scambi culturali, di amicizie e anche di discussioni.
Immagini dei Viandanti delle Nebbie:
Omaggio a Pietro Jannon:
Omaggio a Vilhelm Hammershøi:
Omaggio a Gunnar Widforss:
vedi anche
https://viandantidellenebbie.jimdo.com/
Contattaci per farti coraggio, per essere meno solo nella desolazione del comune chiacchiericcio …










