Lo sguardo escluso

… dell’ultimo orizzonte / il guardo esclude

di Paolo Repetto, 30 aprile 2020
Per titolare questa raccolta ho malamente saccheggiato un’espressione leopardiana, forzando il verso da cui l’ho tratta a un significato opposto a quello originario. La siepe che escludeva lo sguardo di Leopardi da ogni lato in realtà liberava la sua immaginazione, lo portava a sollevarsi da terra come a bordo di una mongolfiera …

Effetti collaterali

di Paolo Repetto, 12 marzo 2020
La futurologia fantascientifica (letteraria, cinematografica, ma anche quella statistica) ci aveva abituato all’idea che la catastrofe sarebbe arrivata dallo spazio, con un asteroide o un meteorite gigantesco. Era una previsione tutto sommato quasi rassicurante …

Il giorno della marmotta

di Paolo Repetto, 2 aprile 2020
Quando comporranno il mio manifesto funebre dovranno scontarmi un anno. Perché ho già capito che quello in corso mi sarà interamente sottratto: e comunque già mi è stata rubata la primavera, che per un anziano come me è la stagione di una fugace rinascita. …

Cerchi e linee della Storia

di Paolo Repetto, 1 marzo 2020
Nella pagella di Leonardo spicca il dieci in Storia. Compare improvviso in mezzo ad altre valutazioni più che dignitose, ma che parlano in fondo di un interesse puramente scolastico. È un Everest che svetta tra tanti settemila, coronato dagli ottomila di Francese, Geografia e Italiano … 

Camera con vista sul futuro

di Paolo Repetto, 9 aprile 2020
Da un mese e mezzo vivo confinato in un terrazzino al settimo piano. Fortunatamente è orientato a sud, e aggetta su un fazzoletto triangolare di verde, al di là del quale corre un ampio viale …

Barbari e no

di Paolo Repetto, 21 aprile 2020
Caro Stefano, non c’è stato alcuno sconfitto, meno che mai un K.O., per il semplice motivo che non c’è stato nessuno scontro di ideologie, ma un confronto di idee. Quindi possiamo proseguire, non prima però che io ti abbia ringraziato, perché questo match (forzatamente) a distanza mi ha aiutato a riflettere in un momento nel quale stanchezza e rassegnazione stavano avendo il sopravvento. Parto dalle tue argomentazioni, ma vorrei procedere su due piani distinti: quello dei fatti, o della razionalità, e quello delle simpatie, o dell’emozionalità.

Dio ne scampi dagli audaci (e dai clown)

di Paolo Repetto, 24 aprile 2020
Sono grato a Marco Moraschi, che ha inserito in calce al suo intervento (Le regole del gioco) il link ad un articolo di Alessandro Baricco (Virus: è arrivato il momento dell’audacia). Avendo da tempo cessato di seguire i quotidiani …

Per favore, legget Tony Judt

di Paolo Repetto, 3 marzo 2020
Di Tony Judt ho già scritto, anche recentemente (Sulle rimozioni), e so di aver indotto almeno un paio di amici a leggerlo. Spero magari qualcuno in più. Non c’è molto da aggiungere. O meglio, in realtà ci sarebbe moltissimo, ma lo stesso Judt insegna che a insistere troppo su un argomento si rischia di banalizzarlo,  …

Economia di sottoscala

di Paolo Repetto, 21 maggio 2020
Quanto capisco di economia lo dice il modo in cui amministro le mie finanze. Non ho mai coscienza precisa del loro stato, e l’ordine d’idee per cui il denaro costituisce un “valore” di per sé, sia pure di riferimento temporaneo …

Avventure e disinvolture del plagiario

di Paolo Repetto, 21 febbraio 2020
Mentre cercavo notizie del pittore-scrittore-esploratore inglese Arnold Savage Landor per un album dedicato alla sua pittura (che apparirà a breve sul sito dei Viandanti), mi sono imbattuto in un accenno ai suoi contatti con D’Annunzio. Nulla di sensazionale: D’Annunzio conosceva un sacco di gente e Landor, che tra l’altro era nato e aveva vissuto a lungo a in Italia, a Firenze e a Roma, senza dubbio anche qualcuno in più. Mi aveva colpito però una particolare concomitanza: in parallelo all’album su Landor ne stavo curando infatti un altro su Guido Boggiani, e anche Boggiani è stato in rapporto con d’Annunzio, per un certo periodo abbastanza strettamente: oltre a collaborare alla stessa rivista e a frequentare gli stessi ambienti, ha veleggiato con lui sul panfilo “Fantasia”, in un viaggio-pellegrinaggio nell’Egeo, lungo le coste greche e dell’Anatolia, dal quale il vate avrebbe poi tratto ispirazione (trasfigurando in epica una vicenda quasi comica) per una delle sue Laudi più famose, “Elettra”.