sguardistorti 42

Maturità – Leonardo Repetto
Camuserìe (prima parte) – Paolo Repetto
Umano, troppo umano – Giuseppe Rinaldi
Hanno sfrattato Dio – Paolo Repetto
Battalòn San Patricio – Vittorio Righini
Ariette 34.0: Camera ardente – Maurizio Castellaro
Sgorbie – Fabrizio Rinaldi

Maturità

di Leonardo Repetto, 30 giugno 2026
Ieri sera stavo seduto sul letto e ritoccavo un testo discretamente accattivante, retorico quanto vago, su come la scuola mi abbia fatto acquisire un metodo di studio, un pensiero critico ed altre frasi fatte molto quotate per questa presentazione; quando, per curiosità, rileggendo per la milionesima volta “l’Infinito” di Leopardi, ho trovato un errore. Subito ho detto, in altri termini ovviamente non riportabili, perbacco! Leopardi che commette un errore, impossibile. Ha messo un “ma” dopo il punto

Camuserìe (prima parte)

di Paolo Repetto, 19 giugno 2026
Albert Camus è comparso moltissime volte nelle cose che ho scritto, ma sempre di sponda: non gli ho mai riservato un pezzo specifico, uno schizzo biografico, qualcosa che andasse al di là del frammento. Essendo morto a 46 anni non figurava nemmeno tra gli scomparsi under-quaranta cui ho dedicato tempo fa un almanacco (Cari al cielo). Eppure è stato e continua ad essere un riferimento fondamentale per la mia formazione e per la mia crescita, tanto che le sue opere e le biografie e gli studi critici che gli sono stati dedicati occupano un metro di ripiano, e in posizione centrale (collocazione che per me è significativa), nella mia biblioteca. Lo stimo sia come uomo che come intellettuale, cosa che mi accade di rado

Umano, troppo umano. Noterelle sull’intervista a Claude

di Giuseppe Rinaldi, 13 maggio 2026
Sta facendo discutere l’interessante intervista di Walter Veltroni a Claude, uno dei più recenti modelli di intelligenza artificiale, prodotto da Anthropic. Claude deriva il suo nome da Claude Shannon, uno dei pionieri della Teoria dell’informazione. In effetti, la conversazione è davvero impressiva e, direi, degna di nota per una varietà di motivi. Non ultimo il fatto che essa segnala, in un certo senso, lo stato dell’arte, davvero ragguardevole, raggiunto dai modelli LLM

Hanno sfrattato Dio

di Paolo Repetto, 10 maggio 2026
Sessant’anni fa, in una latrina fatiscente che era l’unico servizio igienico (!?) della facoltà di Lettere, rimasi fulminato da una delle tante scritte vergate sulle pareti, che ammoniva: Ludd ti vede. Mi colpì perché era una variante inedita dell’abusatissimo (nei vespasiani e nei confessionali) Dio ti vede, e perché ingenuamente pensavo di essere uno dei rari appassionati alle vicende del luddismo. Incuriosito dalla scritta, scoprii che nell’ambiente universitario genovese esisteva un gruppo Ludd, di matrice situazionista, e naturalmente mi precipitai ad arruolarmi

Battalòn San Patricio

di Vittorio Righini, 9 maggio 2026
Dopo aver letto il corposo e interessante scritto di Paolo Repetto ( Vamos a comer, compaňeros), mi è venuta l’idea di scrivere poche righe su un altro momento della storia messicana, antecedente a quella narrata, e che la dice lunga soprattutto sugli americani e le loro eterne pessime attitudini. Diventa facile farlo, in un periodo turbolento come questo, con un Presidente che, dopo aver chiuso La Guerra dei Roses, Guerre Stellari e

Ariette 34.0: Camera ardente

di Maurizio Castellaro, 6 maggio 2026
Prima che scomparissero per sempre, nel 2006 i palestinesi hanno inviato a Ginevra circa 500 reperti delle diverse civiltà antiche che, in oltre 3000 anni di storia, hanno avuto in Gaza il loro punto di riferimento. Alla Fondazione Merz di Torino sono oggi visibili oltre 70 di questi pezzi, oltre ad installazioni di artisti palestinesi contemporanei. All’interno, un display luminoso ricorda i numeri dell’apocalisse umana

Sgorbie

di Fabrizio Rinaldi, 1° maggio 2026
Mail e tabelle, interazioni e imposizioni, orari e piccoli screzi: per me – ma credo per molti che non hanno nella manualità il fulcro del proprio lavoro – la quotidianità è fatta di relazioni. Poi rientro a casa e trovo moglie, figlie e cani, e il confronto continua, a volte – diciamolo – in modo ancora più complesso. Entrambi gli ambiti sono praticati il più possibile dentro la norma sociale e senza sbroccare troppo. Le ore, i mesi, gli anni si susseguono ordinati, occupati da parole, mediazioni e (in)visibili scazzi