Battere il colpo

di Paolo Repetto, da Sottotiro review n. 5, novembre 1996

Il primo numero della nuova serie di SOTTOTIRO (il numero quattro) ha ormai fatto la sua strada. Le centocinquanta copie stampate sono state distribuite brevi manu, con un criterio se vogliamo “selettivo”, che non sarà il massimo per quanto attiene alla “democraticità”, ma ci assicura che almeno in parte siano state lette. Era questo l’obiettivo che ci si poneva e i riscontri ottenuti ci fanno credere di averlo centrato.

La nuova serie nasce dalla collaborazione di due gruppi che hanno annullato la distanza nello spazio con la prossimità negli ideali: il Circolo Reds di Vecchiano, ideatore della testata e redattore della prima serie, e i Viandanti delle Nebbie di Ovada. A dimostrazione che i problemi, i bisogni, i sogni sono gli stessi ovunque, e che le risposte, al netto dalle diversità delle istanze e delle urgenze locali, coincidono. In questo numero la collaborazione e la fusione diventano ancora più strette. Ma non intendiamo fermarci qui. Vogliamo provare a dar voce ad una sotterranea identità di sentire che riteniamo diffusa, anche se minoritaria, e che non soltanto non trova spazio nel supermarket dell’imbonimento informativo, ma nemmeno lo cerca. Crediamo cioè che esistano migliaia di altre coscienze cui ripugna esporsi sui chilometrici scaffali della coazione e dell’uniformazione al consumo, confondersi con mille offerte speciali, tutte confezionate alla stessa maniera, sterilizzate, plastificate, valide per un giorno e destinate in quello successivo all’immondezzaio dell’effimero.

Le pagine della rivista sono dunque aperte: aperte ai singoli o ai gruppi che si riconoscono nella testarda riproposizione di idealità forti, nel rifiuto di omologarsi ai parametri dell’imbecillità patinata e televisiva, nell’opporre una resistenza estrema al martellamento dei surrogati di sogno che sta facendo terra bruciata degli anni e degli intelletti. Ragazzi, se ci siete battete un colpo!

[…] Guai! Si avvicinano i tempi in cui l’uomo non scaglierà più la freccia anelante al di là dell’uomo, e la corda del suo arco avrà disimparato a vibrare! Io vi dico: bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante. Io vi dico: voi avete ancora del caos dentro di voi. Guai! Si avvicinano i tempi in cui l’uomo non partorirà più stella alcuna. Guai! Si avvicinano i tempi dell’uomo più spregevole, quello che non sa disprezzare se stesso.
Ecco! Io vi mostro l’ultimo uomo.
F. NIETZSCHE

 

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