I libri che non mi sono piaciuti

di Vittorio Righini, 1 gennaio 2023

Un lettore, sono un lettore. Abbastanza compulsivo, una vita che leggo libri e più invecchio e peggioro fisicamente, più ho tempo in poltrona davanti al camino per farlo. Quindi, più che giudicare, ho almeno il diritto di dire cosa mi piace e cosa non mi piace.

Ma sono così tanti questi brutti libri che leggo? Sì, sono tanti; almeno un 30% di quello che prendo in mano, e oggi sono buono. Perché? perché aumenta in modo spropositato la possibilità di pubblicare un libro, io lo so per esperienza, ho deciso di fare un mediocre libro e l’ho fatto, me l’hanno pubblicato, chi l’ha letto mi ha detto che era piacevole … Amici? anche; incompetenti? Certo non è un capolavoro, il mondo poteva tranquillamente vivere senza il mio libro.

Una cosa ho capito, e voi certo prima di me: se vuoi fare un libro di successo, poco importa sia qualcosa di veramente interessante. Qualcosa di nuovo, qualcosa di originale: devi avere alle spalle una macchina pubblicitaria che ti possa supportare fino al successo, ecco, quello che conta.

I libri che non mi sono piaciuti CognettiCome nascono dal nulla star della musica, così succede con gli scrittori cult, specie negli USA. In Italia è diverso? non lo so, onestamente, ma facciamo un esempio: prendete Le Otto Montagne di Cognetti. Ditemi voi, che l’avete letto, cosa c’è di nuovo, interessante, curioso, originale in questa storia. C’è poco, molto poco. La storia è trita e ritrita, non sto a ricordarla, chi l’ha letto lo sa. Un rapporto umano che abbiamo già incontrato cento volte nelle nostre letture. Cognetti, nel frattempo, passava da una televisione all’altra, da una intervista all’altra. Diventa un’icona della montagna, da del tu a grandi alpinisti, si confronta con loro come fosse una marmotta nata sul Gran Paradiso. Provate anche a leggere un paio dei suoi libri precedenti, poi ditemi se siamo di fronte a dei capolavori. Accetterò con piacere il vostro punto di vista, e se mi accorgerò di aver avuto torto, mi cospargerò il capo di cenere.

I libri che non mi sono piaciuti La montagna viventeAll’opposto, La Montagna Vivente, di Nan Shepard; una donna (!!) scrive il suo libro verso la fine della seconda guerra mondiale; racconta le sue escursioni sulle montagne (montagne?) dell’altipiano del Cairngorm in Scozia negli anni 30’ e 40’ del secolo scorso, con la scalata di straordinarie vette alte ben mt. 1307! Eppure, è una zona freddissima, pericolosa e complessa.

Lei scrive bene, così bene che queste storie ignorano qualunque altitudine, sono storie a volte crude a volte no che toccano il cuore. Il libro è stato ristampato nel 2008, poi nel 2018 finalmente in Italia, da Ponte alle Grazie; grazie, Ponte alle Grazie.

Non c’è stata una accoglienza clamorosa; qualche bella recensione, nulla più. Chiaro, Anna Nan Shepard è morta nel 1981, non è più personaggio pubblico, ma all’estero ha ricevuto enormi riconoscimenti, su tutti il Guardian che lo considera il più bel libro su natura e paesaggio.

Io sono uno che preferisce uno scrittore che ha poco da dire ma scrive benissimo, a uno che ha una grande idea ma non la sa esporre; la Shepard scrive benissimo e dice molto, tocca il cuore. Cognetti no, scrive in modo normale, come scrivo io, dice poco e nulla di nuovo.

I libri che non mi sono piaciuti2

P.S.: Paolo mi ha chiesto di scrivere qualcosa ogni tanto sui Viandanti, voleva probabilmente risvegliare il mio spirito polemico; sotto Natale il mio spirito è evaporato, come l’alcol (una volta l’alcol si chiamava anche spirito) ma il polemico è rimasto.

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