Ariette 31.0: Battiti

di Maurizio Castellaro, 28 febbraio 2026

Le “ariette” che postiamo dovrebbero essere, negli intenti del loro estensore, «un contrappunto leggero e ironico alle corpose riflessioni pubblicate di solito sul sito. Un modo per dare un piccolo contributo “laterale” al discorso». (n.d.r).

Forse era Heidegger che diceva che siamo abitati dal linguaggio. Bergonzoni sarebbe d’accordo e si chiederebbe: “ok, ma il linguaggio l’affitto lo paga, visto che abita da me?”. Bergonzoni disarticola, con la forza del paradosso, le connessioni logiche del linguaggio, ne cortocircuita significanti e significati e ci mostra le alterità possibili in esso racchiuse. Non sono solo giochi di parole, non è solo comicità surreale. Il suo lavoro sul linguaggio non ha motivazioni comiche, ma gnomiche. Nel fondo del pentolone di Bergonzoni ribolle un’indignazione ossessiva e inesausta contro una realtà irricevibile. I piatti che ne ricava vengono gustati con una risata o un sorriso. Non tutti comprendono che contengono un principio attivo segreto: la speranza che l’uomo possa (ancora!) riuscire a cambiare. Un principio attivo a rilascio ritardato, che entra dentro piano e scava, contagia, crea dipendenza. Mi consola sapere che in questo mondo batte anche il cuore di Bergonzoni, il moralista gentile.

Lascia un commento