Letteratura e filosofia (in un bugigattolo) – Vittorio Righini
Ariette 32.0: Le stelle minori di Radio Tre – Maurizio Castellaro
Spie, baccelli e cani col codino – Paolo Repetto
Ariette 31.0: Battiti – Maurizio Castellaro
Ariette 30.0: Ma tu che città sei? – Maurizio Castellaro
Povera lingua! – Paolo Repetto
Ravioli d’agosto (agosto 2025) – Paolo Repetto
Il trifoglio di Humboldt – Paolo Repetto
La strada meno battuta – Marco Moraschi
La casetta in Canadà (con l’accento) – Paolo Repetto
Come nasce il pensiero filosofico – Paolo Repetto
Ariette 29.0: A posto così – Maurizio Castellaro
Ariette 28.0: Di poppa o di prua? – Maurizio Castellaro
Vuoti di memoria – Paolo Repetto
Alla ricerca di un impero – Paolo Repetto
Isole e isolamenti – Paolo Repetto
Deiezioni d’artista (dicembre 2025) – Paolo Repetto
Sul riordino (luglio 2025) – Paolo Repetto
Ernesto De Martino, il nichilismo e noi – Giuseppe Rinaldi
Il fine, non il mezzo – Vittorio Righini
I viaggi nel futuro del reverendo Swift – Paolo Repetto
Pubblicare? – Paolo Repetto
Letteratura e filosofia (in un bugigattolo)

di Vittorio Righini, 14 marzo 2026
Dante Alighieri, la Letteratura; Renè Descartes, la Filosofia.
Dante e Descartes è il nome di due piccole librerie napoletane. La più grande, la più fornita è al 14 di Piazza del Gesù Nuovo, gestita da Giancarlo Di Maio, a cui si affianca la più piccola sede di via Mezzocannone 63, gestita dal padre Raimondo, che si occupa di editoria. Sono due librerie imperdibili a Napoli per i bibliofili più accaniti, e sono connesse tra loro, ma è della seconda che mi voglio occupare in queste poche righe. Raimondo Di Maio, classe 1957, ha la libreria dentro un bugigattolo[1] che si potrebbe anche definire un piccolo “basso”. Una stanza al livello della via, illuminata unicamente dalla porta di ingresso, oltre alle molte luci nelle graziose vetrinette sui lati …
Ariette 32.0: Le stelle minori di Radio Tre

di Maurizio Castellaro, 12 marzo 2026
Quando avevo 20 anni il futuro mi sembrava un buco nero da cui non sarei mai uscito vivo. Mi sentivo inadeguato alle attese di tutti, solo e dimenticato nel paesello dove ero casualmente precipitato. Se nel cielo non c’è luce ci si orienta anche con le stelle minori. Ad esempio, la voce di Radio Tre. Radio Tre era il segnale del mondo di fuori. Voci gentili, colte, che mi proponevano ragionamenti vertiginosi, parlandomi di cose favolose. Ricordo pomeriggi interi attaccato alla radio …
Spie, baccelli e cani col codino

di Paolo Repetto, 6 marzo 2026
Ieri ho visto un cinese che portava un cane al guinzaglio. Non lo stava pascolando, come mi hanno malignamente detto gli amici quando l’ho raccontato. Lo stava proprio portando a passeggio. E in questo ho colto un segno. Io credo molto nei segni, intesi come spie di un’anomalia o di un mutamento in atto. Credo in quelli inviati dalla natura, che ultimamente di spie ne accende moltissime: ma altrettanto in quelli che ci mandano gli umani, individui o comunità. Ci credo, e penso di esserne un esperto. Un semiologo sui generis …
Ariette 31.0: Battiti

di Maurizio Castellaro, 28 febbraio 2026
Forse era Heidegger che diceva che siamo abitati dal linguaggio. Bergonzoni sarebbe d’accordo e si chiederebbe: “ok, ma il linguaggio l’affitto lo paga, visto che abita da me?”. Bergonzoni disarticola, con la forza del paradosso, le connessioni logiche del linguaggio, ne cortocircuita significanti e significati e ci mostra le alterità possibili in esso racchiuse. Non sono solo giochi di parole, non è solo comicità surreale. Il suo lavoro sul linguaggio non ha motivazioni comiche, ma gnomiche …
Ariette 30.0: Ma tu che città sei?

di Maurizio Castellaro, 12 febbraio 2026
Gli architetti lo chiamano “genius loci”, io lo chiamo “annusamento di città”, e in questi ultimi anni ho fatto parecchia pratica di questo esercizio. Domenica scorsa, ad esempio, ho annusato Cuneo. Anzitutto ti muovi con le Alpi sullo sfondo, e le Alpi si sentono, eccome. Poi Cuneo non ha scordato di essere medaglia d’oro al valor militare per il suo contributo alla Resistenza. Non a caso è la città di Giorgio Bocca, di Nuto Revelli, di Duccio Galimberti (un tipo che nel 1943, appena destituito Mussolini, è spuntato dal balcone del suo studio di avvocato per incitare i concittadini a cacciar via dall’Italia i nazisti e i fascisti) …
Povera lingua!

di Paolo Repetto, 10 febbraio 2026
Dal lato opposto dello spogliatoio arrivano brandelli di conversazione. Sono due tizi sulla trentina, hanno parlato sino ad ora di auto, di cavalli (motore), di diavolerie elettroniche. Poi arriva lo sbraco: “Se avrei i tuoi soldi, sai cosa farei …”. Una fitta al cuore, immediata. È una deformazione professionale, davanti a tanto abominio non riesco a farmi i fatti miei. A scuola avrei minacciato il malcapitato di fustigazione sulla pubblica piazza. Qui mi limito ad apostrofare i due, rimanendo di schiena: “Se avessi, cavolo! Se avessi! Attenti ragazzi: si comincia ceffando il congiuntivo e si finisce a letto con un congiunto”. Si zittiscono. Probabilmente – anzi, sicuramente – non hanno capito nulla, ma si affrettano a rivestirsi e se ne vanno senza salutare. Immagino pensino di avere a che fare con uno svitato …
Ravioli d’agosto (agosto 2025)

di Paolo Repetto, 6 febbraio 2026
Avrei dovuto registrare il dibattito che si è acceso un paio di sere prima di Ferragosto, davanti a un piatto di ravioli al sugo che si accompagnava a prosciutto e melone (accostamento che neppure la nouvelle cuisine avrebbe azzardato, un’aperta sfida ai canoni della dieta stagionalmente corretta). Su You Tube avrebbe potuto diventare virale. Il luogo: casa mia, la sala da pranzo insonorizzata su tutti i lati dagli scaffali grondanti libri, a luci spente per evitare l’assalto delle zanzare (ciò che ha reso più appropriata l’atmosfera, perché nel buio le parole assumono un peso diverso: ma una videoregistrazione sarebbe venuta male). Il tempo: l’ennesima serata più calda della storia, con temperatura registrata di trentasei gradi e percepita di settantadue. I protagonisti: Nico e Beppe Rinaldi, viandanti honoris causa, più dediti a viaggiare col pensiero che …
Il trifoglio di Humboldt
I fratelli Schlagintweit alla scoperta dell’Himalaya
di Paolo Repetto, 30 gennaio 2026
Sarà per via del cognome quasi impronunciabile, o più probabilmente perché nella cultura italiana viaggiatori ed esploratori non hanno mai goduto di molto spazio: sta di fatto che dalle nostre parti le vicende dei fratelli Schlagintweit sono pochissimo o per nulla conosciute. Eppure la storia di questi tre scienziati-esploratori bavaresi è tutt’altro che banale, sia per l’apporto che hanno dato alla conoscenza geografica che per gli eventi drammatici che li hanno visti coinvolti. Credo allora di dover rendere loro nel mio piccolo un po’ di giustizia, finché la memoria mi regge, ricucendo in un quadro passabilmente coerente i brandelli di notizia rintracciati qui e là. Nel frattempo, rimango in attesa di poter leggere prima o poi almeno la versione inglese dei Reisen in Indien und Hochasien …
La strada meno battuta

di Marco Moraschi, 28 gennaio 2026
Steve Jobs diceva che decidere che cosa non fare è importante tanto quanto decidere che cosa fare. Nel suo celebre discorso a Stanford del 2005, ci ricorda l’importanza di seguire il nostro cuore e il nostro istinto, perché in qualche modo sanno già qual è il percorso giusto per noi. Non bisogna lasciarsi paralizzare dalla paura del contraddittorio o dal timore che le nostre scelte possano non essere comprese da tutti …
La casetta in Canadà (con l’accento)

di Paolo Repetto, 24 gennaio 2026
Anni fa mio cugino, quasi un fratello minore adottivo, dopo un paio di viaggi in Canada aveva seriamente meditato di trasferirsi oltreoceano, preferibilmente nel Quebec. All’epoca ne abbiamo parlato molto: conosceva bene il mio entusiasmo giovanile per i romanzi di James Oliver Curwood e prima ancora per le avventure oltreconfine di Tex (quelle con Gros-Jean), nonché quello tuttora vivo per Il grande cielo e per i film con le giubbe rosse …
Come nasce il pensiero filosofico

di Paolo Repetto, 23 gennaio 2026
Ero abituato da sempre a camminare a testa alta, non per una particolare spocchia ma perché mi piace guardare negli occhi la gente: sono un collezionista di volti e di sguardi. E mi piace anche scoprire o riconoscere i luoghi in cui mi muovo. Ho dovuto però cambiare le mie abitudini, e oggi cammino sempre a testa bassa, gli occhi intenti al marciapiede, per scansare le deiezioni del miglior amico dell’uomo, quelle che il peggior nemico non si sogna assolutamente di rimuovere. Stamane lungo un percorso di trecento metri …
Ariette 29.0: A posto così

di Maurizio Castellaro, 16 gennaio 2026
Si chiama museoterapia ed è ormai considerata un modo per migliorare la qualità della vita, anche di chi ha problemi di salute. Alla base di tutto c’è sempre l’idea che la bellezza può cambiare l’uomo, forse salvarlo. Su questo i filosofi sono sempre stati d’accordo, da Platone a Schelling, da Schopenauer a Nietzsche. Mi chiedo che futuro può avere questa idea in tempi di turismo culturale globale. Ogni anno il Louvre registra quasi 10 milioni di visitatori (una media di 27.000 al giorno). La cartellonistica museale si adegua, e fin dalle prime sale, grazie a cartelli strategici …
Ariette 28.0: Di poppa o di prua?

di Maurizio Castellaro, 2 gennaio 2026
Chiudo l’anno ponendo un interrogativo fondamentale per i nostri tempi: forse non urgente, ma probabilmente interessante per i numerosi etologi che frequentano questo sito.
Siamo uomini di poppa o di prua? Detto altrimenti: perché, al momento di posteggiare l’auto, alcuni di noi entrano sempre nel parcheggio con la parte anteriore e altri, invece, sempre con la parte posteriore? Si tratta di una scelta casuale o, al contrario, questa abitudine rivela qualcosa delle persone che siamo? …
Vuoti di memoria

di Paolo Repetto, 23 dicembre 2025
Ho appena letto l’ennesimo saggio sulla storia della schiavitù (Paul E. Lovejoy, Storia della schiavitù in Africa, Bompiani 2019). È un argomento che mi intriga da sempre, da quando bambino fui sconvolto da La capanna dello zio Tom. L’idea di esseri umani ridotti in una condizione disumana, soggetti a qualsiasi arbitrio, mi faceva inorridire già a sette anni. Col tempo, quando ho realizzato che in quella condizione hanno vissuto da seimila anni a questa parte milioni, anzi, miliardi di sventurati, l’orrore è diventato mostruosità e abominio, qualcosa di intollerabile solo a pensarsi. Parlo di seimila anni perché le prime testimonianze …
Alla ricerca di un impero (dicembre 2025)

di Paolo Repetto, 8 dicembre 2025
Per valutare la qualità della vita in un luogo, sia esso una nazione o una singola città, si sommano e si incrociano diversi criteri, che vanno dal tasso di istruzione a quelli di occupazione o di criminalità, dal reddito pro-capite all’aspettativa di vita, dalla qualità dell’aria e dell’acqua all’efficienza dei trasporti: ma alla fine le graduatorie che ne risultano vedono nelle primissime posizioni sempre gli stessi nomi. Ora, è evidente che queste valutazioni possono essere considerate “oggettive” solo fino ad un certo punto, perché il peso e la rilevanza dei vari parametri dipendono da chi le graduatorie le stila, e qui entrano in gioco un sacco di interessi, (dagli operatori turistici alle compagnie di bandiera …
Isole e isolamenti (ottobre 2025)

di Paolo Repetto, 5 dicembre 2025
Una breve escursione sull’isola dell’Asinara mi ha lasciato parecchi interrogativi e un’impressione tutt’altro che positiva. I dubbi non riguardano la bellezza dell’isola, che persiste a dispetto di tutti gli sforzi fatti degli umani a partire almeno da seimila anni fa per rovinarla. La natura sa opporre resistenza, riadattandosi ogni volta alle diverse condizioni create dal suo peggior nemico. Certo, però, dal paleolitico ad oggi il paesaggio è cambiato molto: le specie animali introdotte dall’uomo e lo sfruttamento insensato del legname hanno diradato …
Deiezioni d’artista (dicembre 2025)

di Paolo Repetto, 22 novembre 2025
Esattamente cinquant’anni fa, nel mese di dicembre, ai tempi del mio primo incarico presso l’Istituto d’Arte di Valenza, ho assistito a una singolare performance artistica messa in scena da un collega. Era un campano, insegnava una disciplina artistica, non ricordo se scultura o disegno, e portava barba e capelli alla bohemienne, un look all’epoca già demodé. Aveva costruito una grande croce in legno, che si caricò sulle spalle per trascinarla fino ad una collinetta di sabbia gelata sulla sponda del Po. Si denudò, rimase con uno straccio avvolto ai fianchi a mo’ di perizoma e si fece legare alla croce con corde che gli stringevano i polsi e i polpacci. Un paio di amici provvidero poi a issare la croce dentro un supporto già predisposto. Rimase appeso giusto il tempo per farsi fotografare per dritto e per traverso, poi si fece “depositare” …
Sul riordino (luglio 2025)

di Paolo Repetto, 21 novembre 2025
Ho trascorso l’intera mattinata a mettere ordine in magazzino. In questa stagione la mattinata è lunga, inizia alle 6:30, quindi avevo grandi aspettative. Il risultato però non è all’altezza. Quando a mezzogiorno esco, volgendo indietro un ultimo sguardo per vedere l’effetto, stento a capacitarmi di aver trafficato per sei ore lì dentro, visto che non ho sistemato alcunché e il grande sgombero ha prodotto solo uno striminzito sacchetto di rifiuti. Il problema è che il magazzino non è un vero magazzino: lo chiamo così per distinguerlo dal garage, ma in realtà è un deposito per tutti gli utensili, metà dei quali fuori uso, un ricovero per mobili che si tarlano in attesa di restauro e per imballaggi e materiali di scarto …
Ernesto De Martino, il nichilismo e noi

di Giuseppe Rinaldi, 12 novembre 2025
In un volume collettaneo di Ernesto de Martino, intitolato Furore, simbolo, valore, si trova un breve articolo intitolato Furore in Svezia, che contribuisce al titolo stesso della raccolta. Il furore cui si fa riferimento è un episodio accaduto nel 1956, durante il capodanno, nel centro di Stoccolma: cinquemila adolescenti abbigliati con giubbe di cuoio si erano scatenati e avevano tenuto la strada, molestando i passanti, rovesciando automobili, frantumando le vetrine ed erigendo barricate. Si ebbero scontri violenti …
Il fine, non il mezzo

ricordo di Giorgio Bettinelli
di Vittorio Righini, 8 novembre 2025
Giorgio Bettinelli (Crema, 15/05/1955 – Jinghong, 16/09/2008) è, credo, lo scrittore di viaggi italiano meno noto agli amanti del genere, e penso per una ragione precisa: perché lo conoscono prevalentemente quelli che hanno uno scooter Vespa, vecchia o nuova, giacché lui il mondo che ha raccontato nei suoi libri l’ha girato e rigirato in Vespa. Temo appunto che molti non l’abbiano letto perché i suoi libri sembrano destinati ai motociclisti. No, la Vespa è davvero solo il mezzo, non il fine; se ne parla il minimo indispensabile …
I viaggi nel futuro del reverendo Swift

di Paolo Repetto, 1° novembre 2025
Ci voleva l’ennesima personalissima emergenza sanitaria per indurmi a rileggere I viaggi di Gulliver, In realtà non si è trattato di una rilettura, perché la prima volta, più di sessant’anni fa, avevo tra le mani una versione ridotta, tanto ridotta da farlo sembrare un libro di avventure. Mi sono trovato a leggere in effetti un libro completamente nuovo, e a rimpiangere di non averlo fatto prima. …
Pubblicare?

di Paolo Repetto, 29 ottobre 2025
Un anatema ebraico, pochissimo conosciuto, recita: “Possa il mio nemico pubblicare un libro”. Non è un augurio, anche se lo sembra, né una professione di tolleranza: è una maledizione. Ora, io non so quanto questo detto sia antico o solo vecchio, e ignorando la lingua ebraica non posso che affidarmi alla fedeltà della traduzione nella quale lo conosco: ma so che poter determinare l’epoca in cui è stato coniato sarebbe tutt’altro che indifferente. Nel caso fosse molto antico infatti quel “pubblicare” andrebbe inteso come “scrivere” …
Ariette 27.0: Quel che non ha rimedio

di Maurizio Castellaro, 19 ottobre 2025
Sempre più spesso di fronte alle notizie dalla Palestina ripenso alla Shoah e alla nascita di Israele come tentativo dell’Occidente di un risarcimento impossibile, come speranza di purificazione di una ferita aperta, ancora e per sempre. L’inconcepibilità di Auschwitz si rovescia nell’inconcepibilità di un Israele terra promessa inventata, legittimata dalla forza, che afferma l’insostenibilità del suo esistere …


