Arrivederci, Beppe

di Paolo Repetto, 17 luglio 2026

Un altro Viandante ci ha lasciati. Ci ha lasciati attoniti per quanto è stata repentina la sua scomparsa, pieni di domande, di questioni che avremmo voluto discutere, di attese per le sue puntuali delucidazioni. Non potremo più sedere con lui al tavolo del bar, o passeggiare per via Dante infervorati nella discussione. Non potremo parlargli, ma Beppe ci parlerà ancora attraverso gli scritti suoi che andremo a ripescare e a proporre nel futuro prossimo.
Per il momento però ci sembra giusto condividere le sobrie e sincere parole di commiato rivoltegli su Città Futura da Pier Luigi Cavalchini. Pensiamo sintetizzino perfettamente l’immagine che gli amici avevano di lui, ciò che ha significato per chi lo frequentava o con lui collaborava, ed esprimano il senso di vuoto che la sua perdita ha prodotto.

Beppe Rinaldi ci ha lasciati. Se n’è andato in un altro “infinito” uno dei pilastri portanti della nostra redazione. Siamo costernati e, al tempo stesso, fieri di avere avuto un collaboratore, un amico, un esperto di Scuola, di Filosofia e di mille altri argomenti che ci ha onorato della sua presenza e della sua disponibilità. Un collega di valore che in più occasioni abbiamo avuto modo di apprezzare e, qualche volta, invidiare. Perché la sua facilità di apprendimento, la sua conoscenza smisurata, l’ampiezza dei suoi interessi, la capacità di fare di ogni secondo di vita un “momento prezioso e irripetibile” sono davvero perle rare. Così come la sua capacità di farsi capire, di spiegare concetti difficili e, per i più, complessi al limite della incomprensione. Per lui no. Non era così. E la capacità di leggere a fondo e memorizzare libri, di apprezzare audiovisivi di vario tipo, dalla musica più impegnata alla folk-music, dai film d’ “Essais” del Circolo del Cinema alle Commedie all’Italiana, ne sono una tangibile conferma.
Tutto per lui aveva valore culturale e contribuiva a formare le coscienze, possibilmente collettive, cercando di superare il “particulare” da lui definito, in molte occasioni, nazional popolare. […] Si dice “che la terra ti sia lieve” … in questo caso ci sentiamo di aggiungere …. “ti sia lieve e soffice” … tanto da permettere che le tue idee, i tuoi scritti, le tue parole, continuino a risuonare e a ricordare che un altro mondo è possibile. Per questo tu hai vissuto e per questo ti ricordiamo con immenso affetto.

Pier Luigi Cavalchini, 07 luglio 2026

Aggiungo anche un messaggio arrivato sul sito il giorno precedente la scomparsa di Beppe, e che gli avevo immediatamente girato. Mi piace pensare sia l’ultima cosa che ha letto.

Ho, con colpevole ritardo, letto l’articolo di G. Rinaldi su Blade Runner. È una delle cose incredibilmente più profonde, intelligenti, interessanti che abbia mai letto. Sono ossessionato, affascinato, ispirato e sedotto da quel film da 44 anni, forse non ho mai nemmeno capito perché, al netto della ovvia passione per la fantascienza.
Adesso scopro spiegazioni, forse non necessarie, ma straordinarie. Psicologia, o meglio psicoanalisi, pura. Poi ne parleremo.
Se ti capita, fai i miei complimenti all’autore!

Stefano Gandolfi