Paolo Repetto, i testi

2012

Del principe, dei sogni e delle lettere

30 dicembre 2012
Se ti prendi l’impegno, in questo caso graditissimo, di parlare dell’opera di un amico, puoi scegliere tra due strade. Una è quella di visitare quest’opera criticamente, e di leggerne significati e significanti col filtro di una personale concezione dell’arte e del suo ruolo, o storicizzarla e contestualizzarla, come si dice oggi, alla luce dei rapporti che le tematiche o

Il cretinismo anarchico

30 dicembre 2012
Esistono in questo momento in Italia trentasei piazze o vie intitolate a Fabrizio de André, “poeta, musicista e uomo libero”, una a testa intitolate a Cipriani e a Cafiero, nessuna a Berneri. Anche ammettendo che Berneri di questa consacrazione non sentisse affatto il bisogno, la cosa mi sembra

Quelli che dormono sulla montagna

30 dicembre 2012
Quando i Viandanti delle Nebbie si misero alla ricerca di riferimenti ideali si imbatterono quasi per caso negli Yamabushi. I riferimenti ideali sono importanti, soprattutto se sono abbastanza lontani nel tempo e nello spazio da rimanere ideali. Per noi gli Yamabushi erano perfetti: stavano dall’altra parte del globo ed erano praticamente spariti dalla circolazione da almeno un secolo e mezzo

In capo al mondo.
L’età degli imperi

30 settembre 2012
Nella storia del colonialismo europeo il periodo che intercorre tra la Rivoluzione Americana e la spedizione francese in Algeria costituisce una sorta di spartiacque. Nel corso di questo

In capo al mondo.
L’età della conquista

30 settembre 2012
L’interesse inglese per le Indie orientali è più tardivo, anche se, come abbiamo visto, la fondazione di una compagnia per il commercio asiatico precede di qualche anno quella olandese. Gli inglesi sono attratti in

In capo al mondo.
L’età delle scoperte

30 settembre 2012
Ho raccolto in questo saggio una serie di capitoli dedicati alle esplorazioni geografiche e alla colonizzazione europea apparsi in volumi diversi della “Storia d’Italia e d’Europa. Comunità e popoli”. Per la precisione ho ripreso ciò

L’importante è non nascere adatti

21 settembre 2012
Le prime notizie sulla vita di Guido Boggiani le ho rinvenute in un libro di Alberto Viviani, 
Guido Boggiani, edito dalla Paravia in una vecchia e benemerita collana dedicata a “I grandi viaggi di esplorazione

I quasi adatti

21 settembre 2012
Da qualche tempo scrivo solo di “poco adatti”. Non è proprio una novità, lo faccio da sempre, perché ho scritto di me per tutta la vita (come del resto fanno tutti); oggi uso solo travestimenti più fantasiosi. Forse dovrei però chiarire un poco questa storia della “scarsa adattabilità”.

Ci sono almeno due tipologie di poco adatti. La prima è quella più o meno ufficialmente riconosciuta e da sempre perseguitata

La fortuna di Mister Wallace

21 settembre 2012
Il mio interesse per Wallace dura da lunga data, ma era rimasto sino a qualche tempo fa piuttosto epidermico, legato più ad una sua presunta appartenenza al mio album dei “perdenti” che ad una effettiva conoscenza della complessità del personaggio. Devo il cambiamento radicale di attenzione alla bellissima biografia pubblicata da Ferruccio Focher nel 2006, L’uomo che gettò nel panico Darwin, alla quale

La raccolta dei sogni al Paraguay

21 settembre 2012
Le prime notizie sulla vita di Guido Boggiani le ho rinvenute in un libro di Alberto Viviani, Guido Boggiani, edito dalla Paravia in una vecchia e benemerita collana dedicata a I grandi viaggi di esplorazione. Le ho poi approfondite sul volume curato da Maurizio Leigheb ed edito nel 1986 dalla regione Piemonte: Guido Boggiani. Pittore, esploratore, etnografo, che riporta anche alcune bellissime riproduzioni dei dipinti, degli schizzi

Lo zio Micotto e le cattive compagnie

21 giugno 2012
Micotto arrivava puntuale le sere d’inverno, nell’immediato dopocena, intabarrato nel suo mantello nero e col cappello a larghe tese in testa. Si sedeva accanto alla stufa

Lo zio Micotto e le cattive compagnie [articolo]

21 giugno 2012
Micotto arrivava puntuale le sere d’inverno, nell’immediato dopocena, intabarrato nel suo mantello nero e col cappello a larghe tese in testa. Si sedeva accanto alla stufa, sorbiva lentamente il caffè che mia madre gli preparava e, dal momento che nella bottega

Cipriani, la rivoluzione in un solo uomo

21 giugno 2012
Io ci provo a raccontare la vita di Amilcare Cipriani. Ma premetto già che non è possibile riassumerla in quattro o cinque pagine, anche limitandosi solo all’essenziale: non è una vita, è un romanzo d’avventure. Cipriani ha l’irrequietudine nel DNA: nasce nel 1843 ad Anzio da un padre romagnolo e dichiaratamente antipapista (in una biografia si dice che lo abbia battezzato con una manciata di polvere da sparo), che per motivi politici è rispedito, quando Amilcare ha solo quindici mesi, a Rimini. Studia con scarsa

Berneri e le foglie secche dell’utopia

21 giugno 2012
Su un’altra “tragica fine”, quella di Camillo Berneri, il piccolo almanacco rosso tagliava secco e pesante: “Vigliaccamente trucidato dagli stalinisti”. Ero un ragazzino, avevo letto I Ragazzi della via Paal e coltivavo come un cavaliere medioevale la repulsione per tutto ciò che puzza di viltà, fisica o psicologica che sia. Quell’avverbio mi indignava: immaginavo Berneri colpito alle spalle, perché se gli si fossero presentati di fronte non avrebbero avuto scampo, come con Modesto o con Cipriani. Ma non c’era verso di trovare altri riscontri

Bibliografia de “Lo zio Micotto e le cattive compagnie”

21 giugno 2012
La bibliografia sull’anarchismo è naturalmente sterminata. Cito soltanto le opere che ho maggiormente utilizzato per questi scritti
ADAMO, P. – Camillo Berneri. Anarchia e società aperta – M&B
AA VV – Gli Anarchici – Classici del Pensiero, UTET 1985
AA VV – L’altronovecento. Comunismo eretico e pensiero critico 1 – Jaka Book 2012
BERNERI, C. –Epistolario inedito – Arch. Famiglia Berneri 1984

Cafiero, matto da legare

21 giugno 2012
La vicenda di Cafiero mi colpì immediatamente per una ragione ben precisa. L’opuscolo parlava di un giovane facoltoso che rinunciò ai suoi privilegi e devolvette tutto il suo patrimonio per la causa anarchica. Non essendo facoltoso stentavo a capire i motivi che possono spingere chi lo è a rinunciare a tutto, ma la cosa in sé mi piaceva. Ingenuamente reputavo più difficile e meritevole abbracciare una causa quando si ha molto da perdere, piuttosto che quando non si hanno alternative

Mamma, guarda a scuola come mi diverto

3 maggio 2012

Terzo incontro d’autore. Dopo Fausto Paravidino, regista e attore cinematografico e teatrale, e la cantante jazz americana Nancy Harms, gli studenti del Cellini hanno incontrato venerdì 11 maggio il musicista Beppe Gambetta. Tre artisti, e ciascuno nel suo campo tre grandi professionisti. Tre occasioni che i ragazzi hanno accolto con entusiasmo, anche perché non le hanno vissute da spettatori passivi, ma sono stati attivamente e piacevolmente coinvolti. Gli incontri sono frutto della stretta collaborazione che

La tentazione dell’inutile

26 febbraio 2012
Quella che segue non è una storia dell’alpinismo. È un abbozzo di storia del rapporto fisico e spirituale intrattenuto dall’uomo con le montagne, con particolare riferimento al XIX secolo. Come tale è ben lungi dal pretendere di essere esaustivo: anzi, l’intento era quello incuriosire, di offrire degli “assist” per approfondimenti che poi


2011

(R)esistenze e riabilitazioni

30 dicembre 2011
Anno che va, strenna che arriva. Quella del libretto natalizio sta diventando una consuetudine. Per me è un impegno piacevole, mi diverto da sempre a giocare all’editore: ed è anche utile, perché dovendo operare

Guida alla lettura dei Materiali per un naturalismo storico

30 dicembre 2011
Dovremmo far precedere qualsiasi discorso di politica, di economia, di sociologia, o comunque relativo a quanto può essere considerato “scienza dell’uomo” (nella quale rientrano persino le più banali considerazioni meteorologiche) da un’avvertenza: tutto ciò di cui si va a trattare si iscrive nel panorama della storia naturale. Nel senso che ne discende, e nel senso che comunque non ne esce

La notte della memoria

30 dicembre 2011
Beati i popoli che non hanno bisogno di giorni della memoria. Suona familiare: e infatti, pur non essendo un fanatico di Brecht finisco sempre per parafrasarlo. Se c’è bisogno di parchi, scrivevo anni fa, è perché non siamo più in grado di rapportarci alla natura: ogni istituzionalizzazione del sentire riflette infatti e denuncia la perdita di una sensibilità. Così, se c’è bisogno di una festa della mamma, del papà, del nonno è proprio perché

Mano di ferro

30 dicembre 2011
Nell’estremo lembo nord-occidentale dell’Arkansas (lo stato di Bill Clinton e delle noccioline) c’è una cittadina di nome Tontitown. Fossimo in Italia si potrebbe pensare a un toponimo nato dall’irrisione campanilistica dei villaggi vicini, ma qui siamo negli USA, e gli statunitensi sono seri: consacrano i loro luoghi a gente in gamba, che per un motivo o per un altro abbia ben meritato. È così che troviamo città

Prendere tempo

30 dicembre 2011
Può capitare di essere caricato in macchina alla Défense, a Parigi, di addormentarsi al suono del motore e di risvegliarsi due ore dopo davanti alla cattedrale di Bourges (non è così strano: a me è capitato). Arrivi dalla città del futuro, con torri che sono alte magari il doppio di quella di Bourges, ma che sai destinate a durare, da progetto, solo cinquant’anni; e ti trovi davanti a quest’opera incredibile, che non ha spazio attorno, per cui la devi guardare sempre dal basso

Questo è un uomo!

30 dicembre 2011
Un amico che lo aveva accompagnato nell’ultima grande escursione sulle Alpi racconta che quando il loro gruppo attraversava qualche villaggio, o durante le soste alle locande, gli alpigiani (e soprattutto le alpigiane) non avevano occhi che per Déodat, e mormoravano: ecco un uomo! C’è da credergli, dal momento che Déodat de Dolomieu era alto più di un metro e novanta, aveva il fisico asciutto di un atleta, camminava come un montanaro (ma più veloce, di miglior passo

Uomini che (si) amano troppo

30 dicembre 2011
Ho letto per la seconda volta, a distanza di un paio d’anni, la Lettera a D. di André Gorz. La prima non mi aveva convinto. Con gli scritti di Gorz non mi era mai capitato, ma in questo caso qualche perplessità poteva anche starci, perché non si trattava di un’opera di filosofia o di politica. Per questo ho lasciato decantare l’impressione immediata, con l’intento di tornarci sopra a freddo

Voglio andarmene al Perù

30 dicembre 2011
Ogni tanto, giusto per quel paio di giorni che vanno da un articolo di giornale a un approfondimento televisivo, si torna a parlare di fuga dei cervelli. Come fosse un fenomeno nuovo per questo paese (e come non bastasse guardarsi attorno per accorgersi che di troppi qui è rimasto solo il corpo).

Invece non è nuovo affatto. L’Italia è stata a lungo esportatrice di braccia, ma di cervelli lo è da sempre